Il Demiurgo

ConfDesk · Le novità

Il prodotto cresce ogni mese. Qui c'è la prova, con le date.

Ogni voce di questa pagina è una funzione già in produzione: il numero di versione si alza il giorno in cui va online, non quando il codice è pronto. Sono i rilasci delle installazioni reali di ConfDesk, in ordine di data — le correzioni e le rifiniture, che sono molte di più, restano fuori.

14funzioni nuove
1 mesedi rilasci
27 agostol'ultimo

Agosto 2026

27 agosto 2026

Convenzioni: il circuito sconti, e il QR della tessera che lo mostra

L'associazione può finalmente firmare convenzioni — sconti presso hotel, ristoranti, servizi, trasporti, formazione — e farle vedere ai soci senza mandare una mail a tutti ogni volta. Le si inserisce dal gestionale, alla voce Convenzioni, e da lì compaiono da sole in tre posti diversi, ciascuno con quello che serve a chi legge.

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Il pezzo che vale la trattativa col partner è il QR della tessera. Quando il socio lo mostra al bancone di un hotel convenzionato, il receptionist inquadra col telefono e vede una pagina in ungherese — con selettore italiano e inglese — che gli dice due cose: tessera valida o non valida, e quali sconti quel socio ha diritto di chiedere. Nessuna app da installare, per nessuno dei due. È la stessa pagina che si mostra al prossimo albergatore a cui si va a chiedere l'accordo: «guardi, il suo sconto compare così, e lei non deve fare niente».

Quella pagina non mostra più lo stato della quota. Prima c'era, perché la leggeva la segreteria; ora la legge un estraneo, e far sapere al portiere di un hotel che quell'azienda non ha pagato è un danno che l'associazione non ha mai deciso di infliggere. Al suo posto c'è un semaforo binario. Quanto ritardo sulla quota si tollera prima che la tessera smetta di valere lo decide la direzione: novanta giorni di default, si cambia senza toccare il codice.

Le altre due letture seguono la stessa regola — fuori l'insegna, dentro il libretto: sul sito pubblico compaiono soltanto il partner e la riga dello sconto, per un'azienda che sta valutando se associarsi; nell'area riservata il socio trova anche le condizioni per esteso, le esclusioni e a chi scrivere. Regalare le condizioni a chi socio non è toglierebbe una ragione di esserlo.

26 agosto 2026

La scheda del partner regge il Main Partner

La pagina che il portale dedica a un partner smette di essere una tabella di dati anagrafici e diventa il posto in cui la Federazione mostra cosa ha fatto per lui. Sei bande nuove, tutte facoltative: chi non le riempie non le mostra, e la scheda di un partner resta quella di prima.

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  • Una testata fotografica: si sceglie una foto dalla Mediateca e la si mette sotto il nome del partner, al posto del fondo di marchio.
  • I numeri: quattro riquadri con le cifre che contano — clienti, persone, presenza. Sono righe della scheda come le altre, con un tipo nuovo, «Numero».
  • La carta dei Paesi in comune: una cartina che mostra dove la rete delle Rappresentanze e il partner si sovrappongono. Si genera da uno script e si sceglie dal gestionale.
  • «Insieme nella rete»: gli eventi della rete a cui il partner ha davvero partecipato, con data, luogo e la fotografia dell'evento. Si collegano a mano, uno per uno, perché quella banda afferma che il partner c'era: non la compila nessun automatismo.
  • La striscia delle pubblicazioni: le copertine della newsletter su cui compare il suo marchio, col numero di edizioni e l'anno del primo numero. Spenta per default.
  • Tutto in due lingue: claim, descrizione, righe della scheda e testo della carta hanno il loro campo inglese, facoltativo. Vuoto, il sito inglese mostra l'italiano.

L'ordine della pagina non è casuale: prima si dice chi è il partner e dove lo si è portato, poi il dettaglio anagrafico. Il primo lettore di quella pagina è il partner stesso, e i suoi dati li conosce meglio di noi.

25 agosto 2026

L'Area rappresentanze diventa un cruscotto

L'area che le nove federazioni aprono con il loro link smette di essere un archivio di documenti e diventa il posto da cui fanno le tre cose che l'hub chiede loro. In testa alla pagina c'è «Cosa vi chiediamo adesso», e compare solo se c'è davvero qualcosa:

  • l'assessment, quando la campagna è aperta, con la scadenza e lo stato scritto in chiaro («inviato il 12 ottobre, correggibile fino alla chiusura» — cosa che si poteva già fare e non lo sapeva nessuno);
  • una notizia da segnalare per la newsletter della rete, quando succede, quante volte vogliono: non c'è più un appello mensile a cui rispondere entro una data;
  • un proprio evento da proporre, che dopo una lettura della segreteria entra nel calendario e nella mappa della rete.
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Sotto ogni form c'è l'elenco di quello che hanno mandato, con lo stato. Serve a una cosa sola e concreta: chi manda qualcosa e non vede più niente pensa che non sia servito, e la seconda volta non manda.

E ora l'area ha due chiavi. Oltre al link, ogni federazione ha un'utenza propria: il nome utente lo assegna la segreteria, la password se la scelgono loro da dentro l'area — non ne mandiamo mai per email — e da lì entrano da /rete/login. Serve a un giorno preciso: i link scadono dopo sei mesi, la password no.

In console arriva Segnalazioni, con la coda filtrabile per federazione, stato e mese; da ogni segnalazione nasce con un clic una bozza di news già compilata (bozza, mai pubblicata: categoria e taglio restano decisioni di redazione). E una vista «chi non ha mandato niente» che per ogni federazione dice quante ne ha mandate questo mese, quando è entrata l'ultima volta, se si è fatta le credenziali e quando le scade il link — col testo del sollecito già pronto in italiano e in inglese, col suo link dentro, da copiare e incollare.

Il giro mensile dei contributi resta in piedi per ora: si ritira con un aggiornamento suo, dopo il cutover del portale.

25 agosto 2026

L'archivio news si naviga per categoria

In cima alla pagina News del sito compaiono le pastiglie delle categorie: si clicca «Eventi» e restano gli eventi, si clicca «Istituzionale» e restano le nomine e le assemblee. Prima l'archivio era un elenco unico di 79 articoli in ordine di data, e chi cercava il Business Forum di Belgrado doveva scorrere fino a trovarlo.

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C'è una categoria nuova, «Eventi»: forum, roadshow, webinar, conferenze, assemblee delle associate. Sono 45 articoli su 79 — metà dell'archivio — e nell'elenco di prima non avevano una casa loro.

Tutti gli articoli dell'archivio sono stati classificati: 45 Eventi, 23 Istituzionale, 4 Approfondimento, 4 Comunicato, e uno a testa per Rapporto economico, Focus Europa e Rassegna. La categoria resta modificabile dalla scheda del singolo articolo: quella assegnata è una proposta di partenza, non una decisione chiusa.

11 agosto 2026

Eventi della rete

Il calendario del portale smette di essere solo quello dell'hub e diventa quello della rete. Un evento può ora dichiarare chi lo organizza — anche una federata o un terzo — e che ruolo abbiamo noi: co-organizzatori, con il patrocinio, con la nostra partecipazione, o semplicemente segnalato. Sul sito ogni evento porta quel ruolo scritto accanto al nome dell'organizzatore, e chi non porta niente è un evento nostro.

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Gli eventi si vedono su una mappa in testa alla pagina, con le pastiglie per filtrare per Paese: è la rete che si muove, non un elenco. Le coordinate si prendono cliccando il punto sulla mappa, non copiandole a mano.

La pubblicazione diventa una decisione. Finora un evento usciva sul sito per il solo fatto di avere una data futura; adesso ha uno stato, e la direzione decide. C'è una coda «Proposte» nella lista eventi, con due bottoni — pubblica o respingi — e un promemoria in dashboard che dice quante aspettano. Le proposte respinte non si cancellano: restano, perché nessuno riproponga la settimana dopo un evento già valutato.

E finalmente un evento si può correggere: prima si creava e non si toccava più. Chi sbaglia un campo ritrova la pagina con quello che aveva scritto, non una schermata d'errore.

Questo prepara il passo successivo, previsto dopo l'annuncio del portale: le federate che propongono i propri eventi da sole, con un modulo nella loro Area rappresentanze.

10 agosto 2026

Dopo un evento si può chiedere ai partecipanti com'è andata, senza mandare niente a nessuno

Nella scheda dell'evento c'è un interruttore, Questionario post-evento. Da acceso, chi ha partecipato lo trova inquadrando il QR del proprio badge — lo stesso che è servito per entrare. Nessuna email da spedire, nessuna password: la porta ce l'hanno già in tasca.

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Si chiede a chi è entrato davvero. È la differenza fra questo e un modulo qualsiasi: lo scanner d'ingresso registra chi passa, quindi il questionario arriva ai presenti e non agli iscritti — e i no-show sono proprio quelli che falsano il giudizio. Anche il tasso di risposta è calcolato sui presenti: «9 risposte, il 45% di chi è entrato».

Le domande sono due mestieri in uno. Tre giudizi per la segreteria — nel complesso, i contenuti, la durata — e la domanda che serve al Consiglio e al prossimo programma: quali temi volete il prossimo anno, e volete essere messi in contatto con altre associate. La pagina dei risultati mette i temi in classifica: dice cosa chiede chi c'era, non cosa immaginiamo che chieda.

Chi chiede di essere ricontattato esce con nome e cognome, in un elenco a parte: sono le persone da richiamare, e l'hanno chiesto loro. I voti si leggono solo in aggregato e i commenti liberi si mostrano senza nome. Il questionario lo dichiara a chi risponde, in tutte e tre le lingue.

Il modulo è in italiano, inglese e ungherese.

10 agosto 2026

Un socio può aggiornare da sé la propria scheda, e nulla va online prima che voi lo approviate

Chi entra nell'Area Soci trova «Aggiorna i miei dati»: descrizione, settore, città, contatti, logo. Quello che scrive non compare sul sito: arriva in una pagina nuova, Soci → Modifiche proposte, dove si vede il confronto campo per campo — cosa c'è adesso, cosa propone — e si approva o si respinge con un bottone.

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Vale anche per il link che mandate via email: è lo stesso modulo e la stessa coda. Il link resta utile a chi non ha ancora una password; chi ce l'ha non deve più farsene mandare uno per correggere un numero di telefono.

⚠️ Questa è una correzione, non solo una funzione nuova. Il modulo diceva al socio «le modifiche saranno riviste dalla segreteria prima della pubblicazione» e invece scriveva subito: il testo nuovo era sulla vetrina pubblica un istante dopo il salvataggio, e la revisione arrivava dopo. Ora la frase è vera.

La password fa eccezione, di proposito: si applica subito. È la chiave di casa del socio, non un dato della scheda — metterla in fila per un'approvazione lo lascerebbe fuori dalla porta fino al passaggio in segreteria.

Il menu si accorcia e si mette in ordine. «Comunità d'affari» era una voce che scaricava un PDF: cliccavi e la pagina restava dov'era. Ora tutto quello che l'Associazione produce sta nello Studio, in tre gruppi: i materiali social, i documenti da stampare e i rimandi al resto.

Fra i documenti c'è una cosa che esisteva già da mesi e non si trovava: l'Analisi del network, il PDF con copertina, numeri chiave, imprese per settore, presenza sul territorio, pipeline ed elenco associati, in tre lingue. Era sepolto in una pagina che dalla sidebar era pure sparita. È il documento da portare in Consiglio.

L'Osservatorio diventa la quarta scheda di «Contenuti del sito»: sono gli indicatori del riquadro in home, non un mondo a sé.

Il tasto «Esci» smette di nascondersi. Il menu si allungava insieme alla pagina, e su una pagina lunga l'uscita finiva a mille pixel dal fondo: invisibile a chi non sapeva già che c'era. Lo pagavano soprattutto i soci, che hanno una voce sola di menu e una pagina lunghissima. Ora resta sempre sotto le voci, senza scorrere niente.

9 agosto 2026

La pagina «Le associate» mostra finalmente i loghi

Erano francobolli da 56×42 px in fondo a una colonna di 47 righe: il segno con cui un'impresa si fa riconoscere era più piccolo del suo nome scritto. Ora la pagina si apre su una griglia di schede con il logo grande al centro, il nome, il settore e la città. La mappa non sparisce: sta dietro un selettore Griglia / Mappa, si ricorda l'ultima scelta, e l'indirizzo …/soci#mappa la apre direttamente — comodo da mandare a qualcuno.

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Chi il logo non l'ha ancora mandato non sembra più un errore. Al suo posto c'è una tessera con le iniziali nei colori dell'associazione: un segnaposto dichiarato, non un buco. (Oggi sono 22 associate su 47: la pagina è anche un buon argomento per chiederglielo.)

La ricerca cerca dove uno guarda. Prima leggeva solo il nome: chi scriveva «Budapest» o «logistica» otteneva la schermata vuota pur avendo scritto una parola che sulla pagina c'era. Ora guarda nome, settore e città. Quando un filtro è acceso compare «Azzera i filtri», e la schermata vuota dice come uscirne invece di limitarsi a constatare.

Ricerca e filtri restano a portata di mano. La barra si appiccica sotto l'intestazione: a metà elenco si cambia settore senza risalire in cima. Su telefono torna nel flusso, che lì mangerebbe mezzo schermo.

Il colore dei settori vuol dire la stessa cosa dappertutto: il pallino sul chip, il segmento della barra di composizione, il pallino sulla scheda e il puntino sulla mappa sono lo stesso colore per lo stesso settore. La vista mappa dichiara anche quante associate hanno davvero una sede sulla mappa — oggi 21 su 47 — invece di lasciar contare i puntini.

Dalla scheda si va al sito dell'azienda con un clic, senza aprire prima la finestra di dettaglio.

8 agosto 2026

Il Kit di comunicazione di un evento

Dalla scheda dell'evento, un bottone apre una pagina che raduna tutto quello che serve per annunciarlo: i banner nei due formati con l'anteprima — che si aprono nel banco dello Studio per essere rifiniti — la locandina A4, l'invito per il calendario, la pagina d'iscrizione, e il testo del post già scritto, in italiano, inglese e ungherese, dentro un riquadro da copiare.

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Prima quei pezzi stavano su tre pagine diverse, e il testo non stava da nessuna parte: era la parte che costava più tempo di tutte.

Il testo non inventa niente. Si compone dai dati dell'evento e da nient'altro — nessun aggettivo che nessuno ha scritto. Le righe di cui manca il dato spariscono invece di restare vuote, e il link diventa «Iscrizioni» solo se sono davvero aperte: altrimenti dice «Informazioni». È un punto di partenza da rileggere, non un comunicato finito, e la pagina lo dice.

Un avviso che sta nella pagina: in archivio l'evento ha una sola versione di titolo e descrizione. Nelle altre lingue si traducono le etichette e la data — il resto va tradotto a mano, ed è scritto lì perché non capiti di pubblicare un post «inglese» pieno d'italiano.

Nella scheda evento i due bottoni dei banner diventano uno: il Kit li contiene entrambi.

8 agosto 2026

La fascia dei partner, sul banner di un evento, dice ora il livello

I loghi si raggruppano sotto la loro dicitura — Strategic Partner, Partner, Official Legal Partner — e la grandezza segue il livello: chi ha la formula più alta compare più grande, ed è scritto, non lasciato intuire.

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E la fascia si governa. Un elenco a spunte permette di togliere un partner che con quell'evento non c'entra, di aggiungere un socio che ne è sponsor occasionale, e di mettere loghi che soci non sono — un'ambasciata, un co-organizzatore — sotto una dicitura che si scrive di volta in volta.

Il numero non è più un numero e basta. Sotto la cifra compaiono la freccia e il confronto col rilevamento precedente: «da +0,9% di marzo 2026». Il periodo è scritto per esteso di proposito: la fonte salta dei mesi, e «rispetto al mese scorso» sarebbe spesso falso.

L'immagine della notizia è diventata una scelta. Prima la copertina della news finiva sul banner da sola; ora è una spunta, spenta salvo richiesta, e compare solo se una copertina esiste davvero.

La scheda «Benvenuto» nell'indice mostra finalmente la tessera col marchio dell'associata, che è la cosa che quel modello sa fare.

8 agosto 2026

Il materiale per i social si fa dentro ConfDesk

C'è una voce nuova nel menu, Studio, e da lì nascono quattro immagini: una notizia (da un comunicato o scritta da zero), un numero (dagli indicatori dell'Osservatorio), il benvenuto a un nuovo socio, il banner di un evento.

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Ognuna parte da un dato che l'Associazione ha già — si sceglie la notizia, l'indicatore, il socio, l'evento — e ogni campo resta modificabile: se la notizia non è in archivio, si scrive il titolo a mano e si produce lo stesso.

Si vede prima di scaricare. L'immagine compare accanto ai comandi e si aggiorna mezzo secondo dopo l'ultimo tasto. Non è un'approssimazione: è esattamente il file che si scarica. Fino a ieri i generatori erano link che scaricavano un file al buio, e li si apriva per scoprire se andava.

Da ogni modello escono tre cose: il PNG per LinkedIn e Instagram, l'SVG per riaprirlo in Illustrator o Figma col testo ancora testo se si vuole rifinire, e la copia negli appunti.

I generatori che già esistevano non si sono spostati, ma ora si raggiungono dallo Studio: muro delle associate, locandina A4, sfondo per le videocall, biglietto da visita, catalogo, tessera. Erano sparsi su sei pagine, e uno strumento che nessuno sa che esiste, non esiste.

Un cambio da conoscere: i due bottoni «Banner LinkedIn» e «Banner Instagram» nella scheda evento portano ora al banco dello Studio invece di scaricare direttamente. Il banner esce migliore — i loghi dei partner non sono più tutti alla stessa altezza, quindi nessun marchio grida e nessuno sussurra — e si guarda prima di scaricarlo.

Sotto, una cosa che non si vede ma pesa sulla vendita: il blu dell'Associazione era scritto a mano dentro sette generatori. Un'istanza nuova cambiava brand.json, il sito cambiava colore, e banner, locandine, tessere e catalogo continuavano a uscire col blu ungherese. Ora la palette ha una fonte sola e la ribrandizzazione è davvero completa.

5 agosto 2026

La domanda di adesione chiede anche la dimensione dell'impresa

Due tendine in fondo al modulo pubblico — dipendenti e fatturato annuo — obbligatorie. Sono i due dati con cui lo Statuto determina la fascia di quota: senza, il Consiglio delibera l'ingresso di un'azienda senza sapere quanto dovrà versare, e la segreteria deve rincorrere il dato prima di poter emettere la quota. Al richiedente non si mostra nessun importo: il listino resta interno, e il Consiglio può assegnare una fascia diversa senza smentire un numero che l'altro ha già letto.

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Di conseguenza la domanda di adesione in PDF — quella che si porta in Consiglio e si fa firmare — riporta ora i due dati dichiarati e, nel riquadro riservato al Consiglio, la fascia che ne discende, con accanto due righe vuote: fascia deliberata e quota annua. La proposta è un calcolo, la delibera resta una decisione.

Quando il Consiglio accoglie, il modulo di benvenuto è già pronto. Fino a ieri, dopo l'approvazione, qualcuno doveva ricordarsi di tornare sulla scheda del socio, generare il link al modulo profilo e scrivere l'email a mano. Ora il link nasce da solo nel momento in cui lo stato passa a socio o partner, e c'è una pagina — Soci → Benvenuto — che per ogni nuovo associato mostra il link personale e la lettera già scritta, pronta da copiare.

Il modulo di benvenuto resta facoltativo: serve alla vetrina — descrizione, settore, logo, contatti da pubblicare, e la password dell'Area Soci — non all'adesione. Un socio che non lo compila resta socio a tutti gli effetti, compare solo più spoglio negli strumenti dell'Associazione.

Il giro su tutte le associate. La stessa pagina serve anche a ripopolare l'anagrafica da capo: un bottone prepara in una volta i link per tutti gli associati che non hanno mai compilato la scheda (validità 30, 60 o 90 giorni — per duecento lettere in un colpo solo trenta giorni sono pochi), e un CSV con ragione sociale, referente, email e link permette di spedirle con un mail merge invece che una a una. Chi non ha un link valido esce dal CSV con la casella vuota, non con un indirizzo rotto.

Come per i solleciti, ConfDesk non spedisce niente: prepara testo e link, la segreteria manda dalla propria casella — e la copia resta nella sua posta inviata, che è dove la si va a cercare il giorno in cui un socio dice «non mi è mai arrivato nulla». Il bottone «Benvenuto inviato» annota, non esegue.

Infine, nella lista soci compare una spia nuova: profilo mai compilato, col numero di associati che non hanno mai risposto. È il conto di quanto è spoglia l'anagrafica, ed è il punto da cui si riparte per il giro successivo.

5 agosto 2026

Lo sfondo per le videochiamate

In Governance ogni membro ha due collegamenti, «blu» e «chiaro», che scaricano uno sfondo 1920×1080 pronto per Teams o Zoom: a sinistra il marchio, al centro il vuoto — è lì che sta la persona inquadrata — a destra il nome con la carica in alto e i partner in basso, nell'ordine del tier. C'è anche la versione istituzionale, senza nome. I margini sono larghi di proposito: quando la finestra della videochiamata non è 16:9, Teams e Zoom tagliano i bordi, e il primo a sparire sarebbe il marchio.

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Le foto delle news non perdono più la testa. Nella scheda di ogni news c'è un campo nuovo, «Posizione dell'immagine di copertina», con tre scelte: Alto (per foto verticali o ritratti), Centro (il comportamento di sempre) e Basso. Serve perché le copertine vengono ritagliate dentro riquadri di forma diversa a seconda della pagina, e un ritaglio centrato taglia il volto quando il soggetto non sta esattamente a metà foto. Si sceglie una volta per news e vale ovunque quella copertina compare: home, elenco News, pagina dell'articolo con le correlate, Osservatorio. Chi non tocca il campo non nota nulla.

2 agosto 2026

Il muro delle nuove associate

Ogni anno le associazioni pubblicano l'immagine delle aziende entrate nell'anno: una griglia di loghi, di solito rifatta a mano. Ora ConfDesk la genera dai dati che ha già. In Soci → «Muro nuove associate» si sceglie l'anno, l'app propone i soci che hanno firmato in quell'anno — già spuntati — e mostra l'anteprima mentre si toglie o si aggiunge qualcuno. Si scarica pronta per LinkedIn o per Instagram.

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Chi non ha ancora un logo in archivio non resta fuori: entra con una tessera che porta il nome dell'azienda, composto nella tipografia dell'associazione. Sopra l'anteprima l'app dice quali sono, con il collegamento alla loro scheda, così si può caricare il logo e rigenerare.

La data di firma si corregge. Fino a ieri quella data si scriveva da sola, la prima volta che un socio passava di stato, e non era modificabile da nessuna parte: un'azienda associata da anni, a cui si fosse cambiato lo stato di recente, risultava «nuova» e non c'era modo di rimediare. Ora la data si scrive nella scheda del socio. Lasciandola vuota il socio finisce nell'elenco da spuntare a mano, invece di sparire.

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Quello che manca alla vostra associazione, probabilmente esce il mese prossimo.

ConfDesk cresce su richieste vere: quasi tutte le funzioni qui sopra sono nate da una segreteria che aveva un problema concreto. Raccontatemi il vostro in quindici minuti.