18 ottobre 2026
Le associate in un colpo d'occhio
La pagina Le associate del sito si legge in una schermata sola. In fascia tre numeri — aziende associate, settori, città — e sotto, affiancati, l'elenco delle aziende (logo, nome, settore, città) e la mappa con le loro sedi: si cerca per nome, settore o città, si filtra per settore o per città, e l'elenco e la mappa cambiano insieme. Cliccando un'azienda la sua scheda si apre sopra la mappa, col logo, la descrizione e il sito; ogni scheda ha un link diretto da mandare a chi si vuole. Sulla mappa le aziende vicine si raccolgono in un cerchio col numero, che si apre avvicinandosi. Dal telefono si passa dall'elenco alla mappa con due bottoni. Le sedi delle associate che mancavano sulla mappa sono state ricavate dagli indirizzi e approvate una per una.
13 ottobre 2026
Il questionario ai soci
Nuova voce Questionari nel gestionale. Si crea una campagna (titolo e data di chiusura), si preparano i link personali — uno per ogni azienda associata o partner — e li si manda dalla propria casella, uno per uno o col CSV per la stampa unione. Il socio apre il link senza password, risponde in italiano, inglese o ungherese, e fino alla chiusura può riaprirlo e correggere. Le domande: giudizio complessivo, probabilità di consigliare l'adesione, intenzione di rinnovo, voto ai servizi, temi e formati che mancano, proposte, disponibilità (ospitare, intervenire, gruppi di lavoro, sponsorizzare) e richiesta di essere ricontattati. Il resoconto dà medie, Net Promoter Score, conteggi coi nomi delle aziende e i testi liberi, e in testa l'elenco «Da richiamare»: chi chiede di essere sentito, chi non è sicuro di rinnovare, chi è poco soddisfatto. La risposta di ogni azienda si apre anche dalla sua scheda socio. Prima di aprire, c'è l'anteprima del modulo nelle tre lingue.
13 ottobre 2026
Le iscrizioni che scadono, e il bottone giusto per un modulo esterno
Ogni evento ha un campo nuovo, «Iscrizioni fino al». Se è compilato, il giorno dopo quella data il bottone d'iscrizione sparisce da solo dal sito — dalla scheda, dall'elenco eventi e dall'area soci — e la scheda pubblica scrive «Iscrizioni chiuse»; prima della data la scheda mostra «Iscrizioni entro 13 novembre 2026». Vale sia per il nostro modulo sia per un link esterno, e il giorno della scadenza ci si iscrive ancora. Nel gestionale la scheda evento lo segnala accanto allo stato («scadute il …»), perché l'interruttore «aperte» resta com'era. Vuoto, il campo non cambia niente: si resta iscrivibili fino all'evento, come sempre. Il bottone di un modulo esterno ora dice «Iscriviti all'evento» quando l'evento è nostro, e «Sul sito dell'organizzatore» solo quando è di altri. Il caso che l'ha fatto nascere: la Cena di Natale, che organizziamo noi ma per cui prenotazioni e pagamenti li raccoglie il ristorante.
12 ottobre 2026
L'anteprima dell'area soci
La segreteria può vedere l'area riservata come la vede un socio, senza entrare col suo account: dalla scheda del socio, menu ⋮ → «Vedi l'area come il socio», oppure aprendo l'Area riservata da admin e scegliendo l'azienda dall'elenco. Una fascia gialla in cima ricorda che è un'anteprima e dice se il socio l'accesso non ce l'ha ancora; pulsanti e iscrizioni si vedono dove stanno ma sono spenti, perché un clic agirebbe a nome del socio.
12 ottobre 2026
L'area soci ridisegnata
L'area riservata dei soci non è più una colonna di riquadri uno sotto l'altro, con le convenzioni in testa a occupare mezza pagina. Si apre su una testata col saluto all'azienda, il suo logo e la tessera accanto (sul telefono la tessera viene per prima: è quella che si mostra al bancone). Sotto, quattro numeri: stato dell'adesione, socio dal, quota dell'anno e prossimo evento. Un indice porta alle sezioni senza nasconderne nessuna: comunicazioni accanto ai prossimi eventi (ci si iscrive da lì, come prima), accrediti accanto alla quota, poi i dati dell'azienda e le persone di riferimento — che il socio finora non vedeva — le convenzioni su tre colonne, e in fondo documenti, documenti dell'associazione e newsletter. Le date si leggono come le scrive una persona («14 marzo 2025»), e gli importi delle quote sono all'italiana in pagina, negli avvisi PDF e nei solleciti: 1.200,00 €, non più 1200.00 €.
12 ottobre 2026
Le quote per il Tesoriere — prima tornata
Quattro delle richieste emerse nella call col Tesoriere del 10 settembre. (1) Nella scheda socio c'è l'email di fatturazione: avvisi e solleciti di pagamento vanno lì, le comunicazioni restano sull'email del socio; se è vuota si usa quella. (2) Esiste il ruolo Tesoriere, che si crea da Impostazioni → Utenti: vede e aggiorna le quote (pagamenti, solleciti, avvisi, generazione) e non entra nel resto del gestionale. (3) Dalla pagina Quote si apre l'estrazione per il budget: una riga per associata con la quota attesa per l'anno prossimo, lo stato della quota di quest'anno e gli insoluti degli anni precedenti, più i contatti in pipeline con la quota che porterebbero; si scarica in un file che Excel apre già diviso in colonne. (4) Nell'area soci, se la quota è da versare, compare un puntino giallo accanto alla voce di menu e una riga sotto la tessera che porta alla card «La mia quota» — fuori dalla tessera, che si mostra al bancone.
12 ottobre 2026
La scheda socio si apre sulla Panoramica
Aprendo un socio si vede prima di tutto una Panoramica in sola lettura: come appare sul sito, i dati dell'azienda, le persone di riferimento, il referente principale con email e telefono, lo stato dell'adesione con la quota dell'anno, se e dove il socio compare sul sito pubblico e le ultime tre interazioni. In cima ci sono il logo, lo stato (che si cambia con un clic, come nell'elenco), il tier e il numero di tessera; «Modifica» apre il modulo di sempre, e portale, link all'app ed eliminazione stanno nel menu ⋮. Le altre schede (Referenti, Quote, Interazioni, Documenti, Eventi) non cambiano. In italiano e in ungherese.
12 ottobre 2026
Soci & Pipeline: l'elenco ripensato
La pagina dei soci apre con quattro numeri: soci attivi (con i nuovi dell'anno), trattative aperte, quote dell'anno incassate e schede da sistemare; ognuno porta all'elenco o alla pagina giusta. Le pastiglie degli stati dicono quanti soci ci sono in ciascuno, e gli stati si leggono come parole («In trattativa», «Uscito»), anche in ungherese. Si filtra anche per settore e per tier. Ogni riga mostra il logo, la città, il referente con l'email, lo stato in una pastiglia colorata che si cambia con un clic, il tier dei partner e la data dell'ultimo contatto registrato nella scheda. Sotto il nome compare un avviso solo quando la vetrina ha un problema. Scheda, modulo di adesione ed email sono a un clic; portale, link all'app ed eliminazione stanno nel menu ⋮.
12 ottobre 2026
L'elenco delle news ripensato (dal CEE)
In cima all'elenco delle news tre numeri: quando è uscita l'ultima, quante bozze aspettano, quante news pubblicate non hanno la traduzione inglese o ungherese — un clic le elenca. Ogni riga mostra la foto, il sommario, la categoria a colori e la data leggibile. La stella mette e toglie il risalto con un clic; dal menu ⋮ si pubblica, si riporta in bozza o si elimina. «Duplica» crea una copia in bozza, con le tre lingue, da completare; «Vedi sul sito» apre la news pubblicata. Nuovo filtro per periodo (dal/al); la ricerca guarda anche nel sommario.
11 ottobre 2026
L'elenco degli eventi ripensato (dal CEE)
La pagina Eventi apre con tre numeri: quanti eventi sono in programma (col prossimo e fra quanti giorni), quante iscrizioni agli eventi a pagamento aspettano di essere prese in carico, quante persone sono iscritte agli eventi in programma. Si filtra anche per date (dal/al), e il periodo «In corso» compare quando un evento è cominciato e non è finito. Ogni riga ha la foto dell'evento, la data leggibile in un riquadro (rossa se deve ancora finire), il luogo, iscritti e partecipanti. «Gestisci» e «report» restano in chiaro; kit di comunicazione, locandina, iscritti CSV, scanner ed «elimina» stanno nel menu ⋮. In ungherese, date comprese.
11 ottobre 2026
La dashboard ripensata e la barra in alto
La dashboard sta in una schermata: in alto i numeri che contano (soci attivi, pipeline, quote incassate in euro, prossimo evento), poi la lista delle cose da fare, l'ultima news pubblicata com'è sul sito, il mese e la completezza del portale; in fondo eventi e news. Nella lista da fare entrano i promemoria: appunti con scadenza, condivisi fra chi gestisce il portale, che si chiudono con una spunta. Su tutte le pagine del gestionale c'è una barra in alto: si cerca un socio, un evento, una news o una persona della governance da qualunque pagina (tasto «/»), la campanella mostra quante cose ci sono da fare, e il menu utente porta a Impostazioni ed Esci.
11 ottobre 2026
News: l'elenco rifatto
In cima all'elenco delle news tre numeri: quando è uscita l'ultima, quante bozze aspettano, quante news pubblicate non hanno la traduzione inglese — un clic le elenca. Ogni riga mostra la foto, il sommario, la categoria a colori e la rappresentanza con la sua bandierina. La stella mette e toglie il risalto con un clic; dal menu ⋮ si pubblica, si riporta in bozza o si elimina. «Duplica» crea una copia in bozza da completare, «Vedi sul sito» apre la news pubblicata. Nuovi filtri: rappresentanza e periodo (dal/al); la ricerca guarda anche nel sommario. Sul telefono i pulsanti in cima alle pagine del gestionale vanno sotto il titolo invece di schiacciarlo.
11 ottobre 2026
L'elenco degli eventi ripensato
La pagina Eventi del gestionale apre con tre numeri: quanti eventi sono in programma (col prossimo e fra quanti giorni), quante proposte delle Rappresentanze aspettano una valutazione, quante persone sono iscritte agli eventi in programma. Si filtra anche per paese e per date (dal/al), e il periodo «In corso» compare quando un evento è cominciato e non è finito. Ogni riga ha la foto dell'evento, la data leggibile in un riquadro (rossa se deve ancora finire), la città con la bandierina del paese, iscritti e partecipanti. «Gestisci» e «report» restano in chiaro; locandina, iscritti CSV, scanner, banner social ed «elimina» stanno nel menu ⋮.
11 ottobre 2026
La dashboard ripensata e la barra in alto (dall'Ungheria)
La dashboard sta in una schermata: in alto i numeri della rete (Confindustrie aderenti con l'avanzamento dell'assessment, partnership in gioco con le fasi aperte, acquisito dai contratti, prossimo evento), poi la lista delle cose da fare, l'ultima news pubblicata, il mese e la completezza della rete; in fondo eventi (le proposte si dichiarano) e news. Nella lista da fare entrano i promemoria: appunti con scadenza, condivisi fra chi gestisce il portale. Su tutte le pagine del gestionale c'è una barra in alto: si cercano aderenti, rappresentanze, partnership, eventi, news e governance da qualunque pagina (tasto «/»), la campanella mostra quante cose ci sono da fare, e il menu utente porta a Impostazioni ed Esci.
7 ottobre 2026
La raccolta degli assessment
Nella pagina Assessment, accanto ad «Analisi della rete», c'è «Scarica la raccolta (PDF)»: un file solo con tutti gli assessment della campagna, un capitolo per federazione, ogni risposta per intero e nell'ordine del questionario. In copertina il quadro della consegna (chi ha inviato, quando, quanti campi su 186, chi è in bozza e chi non ha aperto) e l'indice. Le tabelle Sì/No sono tabelle compatte; una bozza porta la fascia «BOZZA – non inviata dalla federazione» su ogni sua pagina, e una bozza salvata senza risposte vere (solo zeri, come l'Albania) resta nel quadro come «Bozza vuota» senza capitolo. Niente punteggi: la raccolta è quello che la rete ha scritto, i numeri stanno nei report.
30 settembre 2026
Il questionario si manda con un link, e la scheda evento usa la misura del sito
Il questionario post-evento ha una seconda porta: un link unico per evento, da mandare per email. Serve a chi non ha un badge nostro — all'Executive Rugby i partecipanti erano una cinquantina, in gran parte iscritti dalle altre due Camere, e dodici soli avevano il nostro QR. Il link si crea dalla pagina «Com'è andata» dell'evento, nelle tre lingue, e vale finché il questionario è aperto; si può rigenerare, e il vecchio smette di funzionare. Chi risponde da lì è anonimo: il nome esce solo se chiede di essere ricontattato e lo scrive lui. Le risposte delle due porte finiscono nello stesso riepilogo.
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La scheda dell'evento usa ora la larghezza di tutto il sito: prima si stringeva a 1160 pixel, e il contenuto partiva rientrato rispetto al titolo e al menu. Il testo tiene una misura di lettura sua; video, colonna dei dati e galleria prendono lo spazio (la galleria sale a sei colonne sugli schermi larghi).
30 settembre 2026
Il video dell'evento, in cima alla scheda
Nella scheda di un evento c'è il campo «Video dell'evento»: ci si incolla il link di YouTube così come lo si copia. Sul sito il video prende il posto della locandina in cima alla scheda — la locandina gli fa da copertina, con il tasto play sopra — perché di un evento concluso il video è la prima cosa da vedere, non un link in fondo al testo. Nella pagina Galleria l'evento guadagna una tessera «Guarda il video» in testa alle foto. Il video non si carica finché non si preme play: prima di quel clic la pagina non contatta YouTube, e quando parte lo fa dal dominio senza cookie.
30 settembre 2026
La Galleria apre la foto, e la galleria della scheda usa tutta la pagina
Nella pagina Galleria un clic su una foto la apre grande, come sulla scheda dell'evento, con le frecce che scorrono le foto di quell'evento e non di tutti; il titolo e il «+N altre» continuano a portare alla scheda. Sulla scheda dell'evento la galleria non sta più in tre colonne dentro la colonna del testo, che lasciava bianchi i due terzi dello schermo: prende la larghezza della pagina e sale a quattro colonne sul desktop, cinque sugli schermi larghi. Nate dalle 189 foto dell'Executive Rugby.
30 settembre 2026
Un evento può durare due giorni
Nella scheda dell'evento c'è un secondo campo data, «Data di fine», da compilare solo se l'evento dura più di un giorno: un forum su due giornate, una fiera, un consiglio con la cena della vigilia. Sul sito la data esce per esteso e in una forma sola — «27-28 novembre 2026», «27-28 November 2026», «2026. november 27–28.» — sulla scheda, nella lista e nell'archivio dei passati. E soprattutto il secondo giorno l'evento non sparisce: resta fra i prossimi in home, nella lista, nel menu, nell'export per il sito, nella dashboard, nell'area soci e nello scanner al banco, dove il secondo giorno la fila c'è davvero. Il file calendario copre tutti i giorni. «Evento concluso» si accende solo dopo l'ultimo.
30 settembre 2026
L'ingresso delle rappresentanze si vede dal sito
In cima a ogni pagina del sito, accanto ad «Accedi», c'è ora «Area rappresentanze»: è la porta da cui le federazioni entrano con nome utente e password. Finora la porta c'era ma dal sito non si vedeva, e chi aveva scelto la password dall'area finiva su «Accedi», cioè sul login della segreteria, che la respingeva. Adesso anche quella porta le riconosce e le manda nella loro area. La pagina di login delle rappresentanze ha il riquadro al centro dello schermo, e nell'area la frase sulle credenziali dice dove sta la porta, con il link.
30 settembre 2026
La nota che spiega il numero dei posti
Quando il tetto di un evento è la quota della Federazione e non la capienza della sala — quindici posti nostri su un evento co-organizzato — il numero da solo mente: «11 posti ancora disponibili» si legge come «l'evento ha 11 posti», e lo si legge proprio dove qualcuno decide se iscriversi. Nella scheda dell'evento, sotto «Posti totali», c'è ora il campo «Nota sui posti»; quello che ci si scrive compare sul modulo d'iscrizione, sotto il conteggio dei posti liberi.
30 settembre 2026
La nota di chi si iscrive si legge
Il modulo d'iscrizione ha sempre avuto un campo «Note», e chi lo compilava credeva di aver avvisato la Federazione: un arrivo in ritardo, una partita IVA per la fattura, un'allergia. Quel campo si scriveva e non lo leggeva nessuno — non compariva nella scheda dell'evento, non usciva nel CSV. Adesso la nota sta nella scheda dell'evento, sotto i contatti di chi ha prenotato, in un riquadro giallo che ferma l'occhio una volta per prenotazione; e nel CSV delle presenze è l'ultima colonna, così chi ha già un foglio o una macro su quel file ritrova le altre dov'erano.
29 settembre 2026
Chi c'è dietro l'evento, coi loghi
Un evento non è quasi mai di uno solo: l'Executive Rugby Leadership Experience del 24 settembre l'ha organizzata Confindustria Ungheria con BCCH e CCI France Hongrie, e i contenuti li ha portati il Benetton Rugby. Fin qui la scheda sapeva dirlo in una riga di testo. Adesso lo dice coi marchi: dalla scheda dell'evento nel gestionale si aggiunge ogni soggetto col suo logo, e sul sito compare un riquadro per parte — «Organizzato da», «In collaborazione con», «Interventi a cura di», e gli altri ruoli — nella colonna a destra della scheda, accanto a data, luogo, quota e bottone d'iscrizione, che prima stavano in fondo dopo tutto il programma. Gli stessi riquadri stanno sotto il modulo d'iscrizione, dove chi lascia i propri dati guarda i loghi per decidere se fidarsi. L'associazione compare da sé come organizzatore quando l'evento è suo: la volta che nessuno lo scrive, la scheda non dice più chi affianca senza dire chi fa. Su un evento di altri (con la nostra partecipazione, o solo segnalato) non ci attribuiamo niente.
22 settembre 2026
Gli eventi degli altri smettono di sparire dal calendario
Finché non c'era, l'unico evento che il portale sapeva raccontare era il nostro. Un'iniziativa di un partner — l'«Invest in Hungary Conference» di Gi Group Holding del 15 ottobre, con Confindustria Ungheria fra i partner professionali e il Presidente in panel — o restava fuori dal calendario, o si pubblicava come se l'avessimo organizzata noi. Nessuna delle due è una risposta.
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Adesso la scheda di un evento dice di chi è. Sul form compaiono cinque campi, tutti facoltativi:
- Organizzato da — il nome di chi lo fa, quando non siamo noi;
- Il nostro ruolo — co-organizzato, con il patrocinio, con la nostra partecipazione, segnalato. Diventa un badge sulla scheda e sulla card. «Lo organizziamo noi» non stampa niente, di proposito: è il caso normale, e un'etichetta ripetuta su ogni evento non informa nessuno;
- Come si svolge — in presenza, online, ibrido. Anche qui parla solo l'eccezione: «in presenza» non si scrive, lo dice già la sede;
- In che lingua si tiene — italiano, inglese, ungherese e le tre combinazioni. Qui invece si scrive sempre, perché a Budapest un caso normale non c'è: un evento in italiano e uno in ungherese sono entrambi possibili, e chi legge non può dedurlo dal Paese;
- Come ci si iscrive — dal nostro portale, dal sito dell'organizzatore, o su invito.
Quest'ultimo campo è l'unico che cambia un comportamento e non solo una scritta: su un evento di terzi il modulo d'iscrizione non si apre più, nemmeno a chi arriva con l'indirizzo diretto. Il bottone porta al sito dell'organizzatore, o non c'è. Prima, raccogliere prenotazioni per un evento altrui voleva dire riempire una tabella che l'organizzatore non avrebbe mai guardato — e far credere a un'associata di essersi iscritta.
In fondo alla scheda arriva anche «Chi c'è dietro l'evento»: organizzatori, partner, relatori, sostenitori, raggruppati per ruolo con la loro didascalia. Si aggiungono uno alla volta dal dettaglio dell'evento, come le foto.
Tutto questo si legge nelle tre lingue del portale. Gli eventi già in archivio non cambiano di una virgola: senza ruolo non portano badge, senza modalità continuano a raccogliere iscrizioni dal portale esattamente come ieri.
21 settembre 2026
Gli eventi dicono in che lingua si tengono
Nella scheda di un evento c'è una tendina «In che lingua si tiene», accanto a «Come si svolge». Quello che si sceglie compare sulla scheda pubblica — in italiano e in inglese —, come pastiglia nell'elenco degli eventi del sito, accanto a «Workshop» e «Online», e nel report PDF.
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Nasce da una domanda arrivata per iscritto: «il webinar è in italiano?». La risposta non stava da nessuna parte, e per una federazione che va dall'Albania alla Polonia è la prima cosa che un'impresa vuole sapere prima di bloccare due ore di agenda. Una domanda che arriva per email è una domanda che la pagina non ha saputo prevenire.
Le voci sono tre — Italiano, Inglese, Italiano e inglese — e se non la si dichiara non compare niente: nessun «non dichiarata», nessun ripiego su «Italiano». Su un evento a Varsavia una lingua sbagliata sarebbe peggio del silenzio, perché chi la legge non riscrive per chiedere.
20 settembre 2026
Il report PDF di un evento, rifatto — e gli iscritti nell'elenco
Nell'elenco degli eventi c'è una colonna Iscritti accanto a «Partecipanti», e i prossimi eventi in dashboard portano il loro conteggio: due numeri, «7 prenotazioni · 8 persone», perché chi prenota per sé e un collega è una riga da gestire e due sedie da trovare. Le due colonne restano distinte: «Partecipanti» è quello che si scrive a mano dopo l'evento.
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E il report PDF è un altro documento. Quello di prima stava su una pagina sola, e tutto ciò che non ci entrava veniva disegnato fuori dal foglio: sul report dell'Executive Rugby il documento nuovo occupa due pagine, quindi «Gli ospiti» e «Perché partecipare» prima non arrivavano a chi lo riceveva, e niente lo diceva. La descrizione usciva col markdown in chiaro (i ##, gli asterischi) invece che impaginata come sul sito. E i nomi con ő e ű diventavano un quadratino nero, perché il font del PDF era a 8 bit.
Ora il report dice anche quota, posti, iscritti e presenti, con la data in chiaro («24 settembre 2026»), e le righe vuote non si stampano: è un documento che si manda, non un modulo da compilare.
⚠️ E la scheda di un evento non si contraddice più. «Iscritti» e «Posti» contavano anche le prenotazioni annullate, mentre i posti liberi no: sulla stessa riga si leggeva «Posti 7 / 7» e, due centimetri più in là, «liberi: 5». Le annullate restano nell'elenco con la loro pastiglia e il bottone «ripristina», ma escono dai conteggi. Adesso scheda, elenco, dashboard, report e posti residui contano la stessa cosa.
20 settembre 2026
Gli iscritti si vedono senza aprire l'evento, e il report li dice
Nell'elenco degli eventi c'è una colonna Iscritti accanto a «Partecipanti», e i prossimi eventi in dashboard portano il loro conteggio. Sono due numeri — «24 prenotazioni · 33 persone» — perché chi prenota per sé e tre colleghi è una riga da gestire e quattro sedie da trovare. Le due colonne restano distinte: «Partecipanti» è quello che si scrive a mano dopo l'evento, e continua a dire un'altra cosa.
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E il report PDF di un evento è stato rifatto. Non era brutto, era rotto in quattro modi insieme: stava su una pagina sola e tutto quello che non ci entrava veniva disegnato fuori dal foglio (metà della descrizione e l'«Esito», su un evento con un programma lungo); la descrizione usciva in markdown grezzo, con i ## e gli asterischi in chiaro; i nomi con caratteri fuori dal Latin-1 diventavano un quadratino nero — «Brajovi■»; e diceva pochissimo, saltando i soggetti dell'evento, gli iscritti, la modalità e il collegamento, e scrivendo «Luogo: —» su un webinar.
Adesso il report dice tipo, quando (in chiaro: «28 settembre 2026»), svolgimento, dove, collegamento, organizzatore, nostro ruolo, missione, quota, posti, iscrizioni, iscritti, partecipanti, chi fa l'evento raggruppato per ruolo, la descrizione impaginata come sul sito, e l'esito. Le righe vuote non si stampano: è un documento che si manda, non un modulo da compilare.
20 settembre 2026
La dashboard smette di mostrare zeri e allarmi che non si spengono
L'ordine della dashboard adesso è il suo contenuto: prima quello che chiede una mossa, poi il ritmo del mese, poi il fondo che avanza per gradi, e solo alla fine i numeri. Prima i numeri stavano in cima — la prima cosa che si vedeva aprendo il gestionale, e non c'era niente da farci.
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Tre cose non ci sono più. Le righe a zero: la lista di lavoro elencava anche ciò che non c'era da fare, e un elenco di zeri si smette di leggere. L'allarme rosso dell'assessment: «mancano 8 risposte su 8» stava in cima alla pagina e chi lo leggeva non poteva chiuderlo, perché a rispondere sono le Confindustrie aderenti; adesso è una barra di avanzamento, che dice lo stesso numero senza chiedere un'azione che non esiste. La card «Stato della rete», che ripeteva quello che le due sezioni nuove dicono meglio.
E una cosa nuova c'è: Completezza della rete, sei barre sul fondo che non si colma in un pomeriggio. Oggi, in produzione, dice tre cose che la dashboard non nominava: le news tradotte in inglese sono 0 su 87, le biografie della governance 0 su 12, le rappresentanze sulla mappa 2 su 8.
17 settembre 2026
La sezione «Analisi»
Il sito ha una sezione nuova, Analisi, in «Attualità» accanto alla Newsletter: è dove esce la rubrica semestrale sull'Europa centro-orientale prodotta dalla testata indipendente LIMEN. Ogni numero ha la sua pagina — si legge dentro il sito, con la testata e il menu della federazione — e il suo PDF da scaricare. L'archivio tiene i numeri passati, il più recente in cima, in italiano e in inglese.
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Il rapporto non è una copia: resta dove viene prodotto, e la pagina lo mostra. Quando viene corretto o aggiornato, il sito mostra la versione nuova senza che nessuno debba ricaricare niente.
Dalla console si crea un numero in un minuto: titolo, periodo, due indirizzi e una data. Un numero può essere preparato prima di uscire — resta invisibile al pubblico finché non lo si dichiara pubblico.
Corretto anche un difetto che non si vedeva: la mappa del sito dichiarava ai motori di ricerca una pagina «Osservatorio» che su questa istanza non esiste, e chi ci arrivava trovava un errore.
13 settembre 2026
L'assessment torna a chiedere quello che chiede Confindustria
Il questionario dell'area non è una nostra lista: è «Assesment della Rappresentanza Internazionale di Confindustria Italia» (rev. 1 del 28/03/2025), lo strumento con cui Confindustria valuta le Rappresentanze Internazionali. Online ce n'era finora solo la parte strutturata — i 60 campi che il vecchio ConfDesk V1 aveva conservato — mentre tutte le tabelle Sì/No della carta non si chiedevano più.
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Da oggi ci sono tutte: la griglia delle attività, il catalogo dei servizi nelle sue sette famiglie (analisi di opportunità, ricerca clienti, fornitori, partner commerciali, assistenza istituzionale, missioni con e senza B2B), le quindici proposte alla Federazione, le nove sfide. E le tre domande che erano sparite del tutto: l'organigramma, le associazioni imprenditoriali omologhe con i loro accordi, il dialogo socioeconomico con le istituzioni. Da 60 campi a 186, in dodici sezioni.
Le sezioni seguono l'ordine della carta, e non per gusto: chi compila ha quel documento accanto — o la propria risposta dell'anno prima — e cerca le sezioni nella sequenza in cui le ha viste. In cima al modulo c'è l'indice per saltare da una all'altra; le caselle Sì/No sono righe, non menù a tutta larghezza, e si spuntano alla velocità di una tabella.
I punteggi non si muovono. Nessuno dei campi nuovi entra nella formula: i totali del 2026 restano paragonabili a quelli del 2025, ed è il motivo per cui il confronto anno su anno continua a voler dire qualcosa.
13 settembre 2026
L'area delle Rappresentanze: quattro schede, e una via d'uscita
L'area riservata non è più una colonna sola da scorrere. Le cose che contengono sono divise in quattro schede — Da fare · La vostra scheda · Archivio · Rubrica — e si apre su «Da fare», cioè sull'assessment, le notizie e gli eventi. Prima, chi entrava per compilare l'assessment scorreva un archivio, e chi cercava l'email di un collega scorreva un modulo. Accanto a «Rubrica» c'è il numero dei contatti: una scheda chiusa deve dire che cosa contiene, o nascondere sembra togliere.
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E dall'area si torna al sito: un bottone in testata, come quello della pagina d'iscrizione dal 2.19.1. Ce l'ha anche la pagina che risponde a un link scaduto, che finora non portava da nessuna parte.
Un indirizzo come …/rete/area/<token>?scheda=rubrica apre l'area direttamente su una scheda: serve a mandare a una federazione la cosa precisa di cui si sta parlando, senza spiegarle dove cliccare.
11 settembre 2026
Di chi è la notizia: l'attribuzione alle Rappresentanze
Una notizia ora può dire da quale Rappresentanza viene, e questo non le toglie la categoria: «Karpacz» resta Eventi e diventa Polonia. Sono due domande diverse — che tipo di pezzo è, e di chi è — e finché il portale sapeva rispondere solo alla prima, mettere il Paese fra le categorie avrebbe svuotato «Eventi», che da solo è metà dell'archivio.
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Sull'archivio pubblico compare una seconda riga di filtri con i Paesi, sotto quella delle categorie. I due filtri si sommano: «gli eventi dell'Albania» è una domanda che prima non si poteva nemmeno formulare. Sulla card il Paese è una pastiglia a contorno, diversa da quella piena della categoria — due pastiglie identiche affiancate si leggerebbero come due categorie. Sulla scheda dell'articolo il Paese entra nell'occhiello, fra categoria e data.
Nel gestionale è una tendina sotto la categoria, con «— Federazione —» come prima voce: vuoto significa che la notizia è della Federazione, ed è il caso della quasi totalità dell'archivio storico.
E l'import della newsletter la riempie da sé: nel JSON basta il campo rappresentanza col nome del Paese — chi esporta dal numero sa da quale sede viene il box che sta scrivendo, non la chiave del nostro database.
10 settembre 2026
Il modulo d'iscrizione recepisce la revisione GDPR dell'avvocato
Il legale dell'associazione ha esaminato modulo e informativa prima dell'evento del 24 settembre. Quattro rilievi toccavano il software e sono stati accolti.
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La casella dei dati non chiede più un consenso, ma una presa visione: «Ho preso visione dell'informativa sul trattamento dei dati personali». Resta obbligatoria. Un'iscrizione a un evento a pagamento è un contratto, e per un contratto il consenso non serve: chiederlo era anche rischioso, perché il consenso si può revocare — e chi lo revocasse costringerebbe a cancellare un'iscrizione già pagata.
Il telefono diventa facoltativo. Per organizzare l'evento l'email basta, e un numero obbligatorio non si giustifica. Email e azienda restano obbligatorie: la prima per poter scrivere, la seconda perché l'evento è riservato a CEO e senior executive.
La foto di gruppo ha una casella sua, facoltativa. È nel programma della giornata, i partecipanti sono riconoscibili, e per pubblicarla serve un consenso — quello vero, che deve poter essere negato senza perdere l'iscrizione. Chi non la spunta compare come «no foto» nella scheda dell'evento e nel registro presenze: il giorno dello scatto si sa chi tenere fuori senza dover chiedere.
L'informativa raggiunge anche i colleghi. Chi iscrive dei colleghi dà i loro dati senza che loro abbiano visto niente: adesso la pagina dell'accredito — la sola cosa che arriva loro in mano — porta il link all'informativa.
10 settembre 2026
Ognuno autorizza la propria Rappresentanza, non tutte
L'elenco degli iscritti non si gira in blocco alla rete. Nel modulo c'è ora una spunta facoltativa e separata: chi vuole autorizza la Federazione a condividere i propri dati con la Rappresentanza del Paese che ha indicato, e solo per l'organizzazione e il seguito di quell'iniziativa. Chi non la spunta resta alla Federazione e basta.
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Perché serviva anche un campo Paese: senza, il consenso non si potrebbe eseguire — non si saprebbe a chi. È una tendina, non un campo libero («Ungheria», «ungheria» e «HU» sono tre Paesi diversi per chi poi filtra), e le voci vengono dalle Rappresentanze pubblicate sul sito, non da un elenco scritto nel codice: se se ne apre una, compare da sé.
Nel registro presenze (CSV) ci sono due colonne nuove, paese e condivisione_rappresentanza: sono quelle con cui si manda a ciascuna Rappresentanza i suoi iscritti e nessun altro.
E l'informativa dice l'eccezione. Finché l'elenco restava alla Federazione, «non sono comunicati a terzi» era vero; da oggi non lo è più per chi dà il consenso — ed era proprio la frase che la persona spunta.
9 settembre 2026
Chi si iscrive a un webinar riceve il collegamento per partecipare
Fino a ieri ConfDesk non mandava email, per scelta: gli avvisi si leggono dentro il sistema. La regola cade su un caso solo, e per una ragione che non ha alternative — chi si iscrive a un webinar non ha un varco a cui presentarsi: se il collegamento non arriva, l'iscrizione non serve a chi l'ha fatta.
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Da ora, chi si iscrive riceve una conferma con il titolo dell'evento, la data e — se l'evento è online — il bottone per entrare nell'incontro. Lo stesso collegamento resta sulla pagina della propria iscrizione, quella del QR.
Nella scheda dell'evento c'è un campo nuovo, «Collegamento per partecipare», da compilare con il link di Teams o Zoom. Non è pubblico e non deve diventarlo: sulla scheda dell'evento vorrebbe dire far entrare al webinar chi non si è iscritto, e l'elenco dei partecipanti diventerebbe una finzione.
Nella lista degli iscritti ogni prenotazione mostra ✓ conferma inviata oppure conferma non inviata — rimanda, che è un bottone: se la posta era muta quel giorno, o l'indirizzo era sbagliato ed è stato corretto, la segreteria rimanda senza toccare il database.
⚠️ Perché funzioni va configurata la casella: la procedura è in deploy/POSTA.md. Finché non c'è, il portale non prova nemmeno a spedire — nessun errore, nessuna riga rossa, solo una nota nel log.
9 settembre 2026
I loghi accanto al modulo, l'organizzatore da sé, la colonna che resta leggibile
Tre correzioni sulla stessa pagina, tutte venute guardandola in uso.
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I loghi hanno un riquadro loro, accanto al modulo d'iscrizione. Prima stavano in fondo alla descrizione dell'evento, dentro un blocco di testo: chi sta per lasciare i propri dati guarda i loghi per decidere se fidarsi, e lì non li vedeva. Ora sono un riquadro a sé sotto il form — non sopra, che avrebbe spinto i campi fuori dalla prima schermata.
L'organizzatore non si scrive più a mano. Su un evento della rete l'organizzatore è la Federazione: adesso il suo logo compare da sé in cima ai soggetti, con la sua etichetta. Non succede in due casi, ed entrambi sono giusti: se un organizzatore è stato indicato a mano (quella scelta vince), e se l'evento è di altri — partecipazione o segnalazione — perché attribuirselo su una pagina pubblica sarebbe falso.
La colonna laterale non finisce più sotto il menu. Scorrendo, l'header del sito diventa fisso e passava sopra la scheda dei dettagli tagliandone la prima riga, cioè la data.
9 settembre 2026
Un evento dice chi lo fa — e lo dice di fianco, non in fondo
Due cose, che rispondono alla stessa domanda di chi apre la pagina di un evento.
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La colonna laterale. Data, tipo, come si svolge e il bottone d'iscrizione stavano in fondo, dopo tutto il programma: chi arrivava per iscriversi doveva scorrere l'agenda intera per trovare il bottone. Su schermo grande sono ora una colonna a destra che resta in vista mentre si legge; sul telefono tornano incolonnati sotto, che è la lettura giusta lì.
I loghi di chi fa l'evento. Un evento della rete non è mai di uno solo: una Rappresentanza promuove, la Federazione organizza con le altre otto, una società esterna porta i contenuti. Fin qui il portale sapeva dire una cosa sola — «organizzatore», un campo di testo — e i loghi vivevano dentro l'immagine del Save the Date, cioè in un posto che nessuno può cliccare.
Ora a ogni evento si aggiungono i suoi soggetti, ciascuno con il ruolo (Organizzato da · In partnership con · Con · Con il patrocinio di · Media partner · Con il sostegno di), il nome, il logo e un link facoltativo. Si aggiungono dal modulo dell'evento, come l'immagine e la galleria, e compaiono raggruppati per ruolo sulla scheda pubblica e nella pagina d'iscrizione — dove chi si iscrive sta decidendo se fidarsi. Se non se ne indica nessuno, non compare nessuna sezione: un riquadro «Partner» vuoto non si legge come «non indicati», si legge come «non ce ne sono».
9 settembre 2026
La catena d'iscrizione si allinea a quella ungherese
Un evento può ora dichiarare quanti posti ha e quanto costa, e la pagina d'iscrizione si comporta di conseguenza.
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Con un tetto di posti, quando la sala si riempie il modulo si chiude da sé e dice «posti esauriti» — prima quei posti li sorvegliava una persona guardando l'elenco. Una prenotazione più grande dei posti rimasti non passa, e nel modulo si legge sempre quanti ne restano. Il tetto non spegne le iscrizioni: quel bottone dice la volontà della segreteria, la capienza è un'altra cosa.
Con una quota, l'importo si vede nella pagina insieme alle istruzioni, e chi si iscrive deve spuntare l'impegno a versarla. Il pagamento non avviene sul sito — il portale non incassa e non fattura — ma l'impegno resta scritto.
L'email diventa obbligatoria per iscriversi: senza non si può mandare né la conferma né, su un evento online, il collegamento per partecipare. Telefono e azienda si chiedono solo quando c'è una quota, cioè quando la segreteria deve richiamare.
E il programma non allunga più la pagina: nella scheda resta il cappello, il dettaglio ora-per-ora sta in un blocco che si apre.
9 settembre 2026
La pagina d'iscrizione si mette accanto al modulo
Il confronto fianco a fianco con l'istanza ungherese ha mostrato quanto fosse indietro questa pagina. Là l'evento sta a sinistra e il modulo a destra, col banner in cima; qui era una colonna stretta al centro dello schermo, senza immagine. Con un programma di sei voci il primo campo finiva sotto la piega, e la pagina si leggeva come un articolo invece che come un'iscrizione.
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Ora su desktop evento a sinistra, modulo a destra e sempre in vista; sotto i 1024px restano incolonnati come prima. Se l'evento ha un'immagine, questa apre la colonna di sinistra — intera, non ritagliata: l'immagine di un evento è spesso il Save the Date, cioè un manifesto con dentro titolo, data e loghi, e la striscia centrale di un manifesto è quasi sempre la parte muta.
E una cosa che il giro precedente aveva mancato: la frase del consenso parlava di «controllo ingressi all'evento» anche per un webinar. L'informativa in fondo era già stata corretta con la 2.12.0, ma quella è la spiegazione — questa è l'atto che la persona spunta, e vale doppio.
9 settembre 2026
Il programma si legge, l'iscrizione si conferma, e l'informativa dice il vero
Tre cose sulla pagina che vede chi si iscrive a un evento, tutte e tre nate lo stesso giorno del primo evento vero del portale nuovo — il webinar su Horizon Europe del 28 settembre.
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Il programma si legge. La descrizione di un evento non è un cappello di tre righe: è l'agenda, ora per ora. Passava sia sulla scheda pubblica sia nel modulo d'iscrizione come un blocco unico, coi ## e i trattini in chiaro. Ora accetta la stessa formattazione delle notizie — sottotitoli, elenchi, grassetto — e un programma di sei voci diventa sei voci, non un muro.
Chi si iscrive riceve una conferma. Al posto della sola pagina del biglietto compare in cima un riquadro verde, «Iscrizione avvenuta con successo», che per un evento online aggiunge la riga che conta: il collegamento arriva prima dell'incontro. Esce solo arrivando dal modulo: quella pagina è anche il biglietto, e chi riapre il proprio QR il giorno dell'evento non deve rileggersi una conferma di qualcosa che ha fatto tre settimane prima.
L'informativa segue lo svolgimento. Il testo era uno solo, scritto per gli eventi in sala, e prometteva a tutti un controllo ingressi con registrazione dell'orario di accesso. Su un webinar quel trattamento non avviene: adesso l'evento online dichiara che i dati servono a gestire l'iscrizione, a inviare il collegamento e a fare il resoconto. In presenza il testo resta quello di prima, perché lì il varco c'è davvero.
7 settembre 2026
L'accredito esce quando il pagamento risulta, e il modulo mette in vista l'iscrizione
Su un evento a pagamento, chi si iscrive non riceve più il QR d'ingresso all'istante: la pagina di conferma diventa una ricevuta — riepilogo, quota, «la segreteria ti scriverà con le istruzioni» — e l'accredito compare sulla stessa pagina quando la direzione registra il pagamento con una spunta. Non serve mandare niente a nessuno: il link che la persona ha già in mano cambia da sé. Prima il badge usciva subito, prima di qualunque contatto: su un evento da 250 € era un titolo d'ingresso consegnato a chiunque compilasse un form. Sugli eventi gratuiti non cambia nulla.
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In scheda evento ogni iscritto ha adesso due spunte: «presa in carico» (ti ho scritto, e spegne l'avviso in dashboard) e «pagata», che è quella che rilascia l'accredito. Chi presidia l'ingresso vede un verdetto in più: se qualcuno si presenta senza pagamento registrato, lo scanner lo segna in ambra — «pagamento non registrato, mandalo alla segreteria» — e non apre il varco.
Nuovo anche l'annullamento: fino a ieri un'iscrizione non si poteva togliere da nessuna parte, e ogni prenotazione occupava per sempre uno dei posti a tetto. Adesso si annulla dalla scheda: il posto torna libero, il QR smette di valere, e la riga resta scritta con chi ha annullato e quando. Si può ripristinare, se nel frattempo c'è ancora posto.
Il modulo pubblico è stato rimesso in ordine: in alto il banner dell'evento sotto il marchio, poi tre righe di presentazione con quota e posti, subito il form, e il programma completo ripiegato in fondo per chi vuole leggerlo tutto. Prima la scheda dell'evento occupava metà pagina — nel caso vero quattromila caratteri fra programma, ospiti e motivi per partecipare — e da telefono il primo campo arrivava dopo tutta la lettura. Corretto anche il doppio asterisco in «Nome e cognome ».
7 settembre 2026
Le Impostazioni si aprono a schede
La pagina delle impostazioni era una colonna sola: dieci riquadri uno sotto l'altro, e per arrivare agli utenti del gestionale — o al backup — bisognava scorrere fino in fondo passando davanti a tutto il resto. Adesso in cima c'è una barra con quattro schede: Associazione (logo e dati istituzionali), Quote e listino, Accesso e utenti (la propria password, la lingua, le utenze del gestionale) e Sistema e dati (backup, conservazione, strumenti). Si apre quella che serve, e le altre non stanno in mezzo. Ogni scheda ha il suo indirizzo, quindi si può mandare a un collega il collegamento alla sezione giusta invece di spiegargli dove scorrere; e dopo un salvataggio si resta dov'era, non si torna in cima. I due loghi, che prima stavano affiancati lasciando mezzo schermo vuoto, ora sono uno sopra l'altro accanto ai dati istituzionali. L'avviso «stai usando la password di default» resta visibile su tutte le schede — è un avviso di sicurezza, non una voce di configurazione — e adesso porta con un clic dove si cambia.
6 settembre 2026
Le collaborazioni non sono un livello di partnership
I rapporti che non sono partnership — la testata media, le camere di commercio estere in Ungheria, le istituzioni italiane, le associazioni — hanno adesso una pagina loro, «Collaborazioni», dentro il menu «Chi siamo». Le schede si scrivono dal gestionale come le convenzioni: nome, tipo, che cosa facciamo insieme nelle tre lingue, logo e sito.
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Di conseguenza il media partner esce dalla fascia dei partner in home, che torna a tre livelli. Era la richiesta del Consiglio, e il motivo è che quella fascia dice «chi sostiene e cresce insieme a Confindustria Ungheria» e si chiude con «Diventa partner»: una testata che scambia visibilità non versa una quota e non dà servizi, e in quella lista prometteva una cosa che non è. Dalla home non sparisce del tutto — accanto a «Diventa partner» c'è ora «Le nostre collaborazioni», che porta alla pagina nuova.
Il passaggio è automatico e reversibile: al primo avvio la testata diventa una collaborazione e in anagrafica resta, depubblicata e senza livello. Non si perde niente, e la descrizione trilingue la scrive la segreteria.
4 settembre 2026
La nota che spiega il numero dei posti
Un evento può avere una nota accanto ai posti, nelle tre lingue: serve quando il tetto è la quota di Confindustria Ungheria e non la capienza della sala. È il caso dell'Executive Rugby del 24 settembre — quindici posti nostri su un evento co-organizzato — dove «15» da solo si legge come «l'evento ha quindici posti». La nota compare sulla pagina pubblica dell'evento e, dove conta di più, sul modulo d'iscrizione: è lì che qualcuno legge il numero e decide.
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Il campo è facoltativo: un evento normale non guadagna nessuna riga in più.
4 settembre 2026
L'avviso che prende il posto dell'email
Quando qualcuno si iscrive a un evento a pagamento, la lista di lavoro della dashboard mostra «Iscrizioni da ricontattare: {evento}» col numero. Dalla scheda dell'evento si spunta la prenotazione — «segna presa in carico» — e la voce sparisce; resta scritto chi l'ha presa, perché in segreteria non c'è una persona sola e «l'ha già chiamato qualcuno?» è la domanda che viene subito dopo. Si può anche annullare, e la riga torna fra quelle da fare.
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È la risposta alla richiesta della direzione — sapere di una nuova iscrizione per gestire il pagamento — senza posta in uscita: ConfDesk non manda email e continua a non mandarne, quindi l'avviso si vede da dentro il sistema.
Sugli eventi gratuiti non compare niente: lì non c'è nessuna telefonata da fare, e una voce che non si chiude mai è la prima che si smette di leggere.
4 settembre 2026
Iscriversi a un evento a pagamento: i recapiti, la conferma, il programma leggibile
Tre cose sulla pagina d'iscrizione a un evento.
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Email, telefono e azienda sono obbligatori. Un'iscrizione a un evento a pagamento non finisce sul sito: finisce in una telefonata della segreteria, e una prenotazione senza recapito era una persona che occupava un posto e che nessuno poteva raggiungere.
Chi si iscrive riceve una conferma vera. Al posto della sola pagina del biglietto compare in cima un riquadro verde — «Iscrizione avvenuta con successo» — e, se l'evento ha una quota, la riga che dice che la segreteria ricontatterà per il pagamento, con l'importo scritto. Nelle tre lingue. Il riquadro esce solo arrivando dal modulo: quella pagina è anche il biglietto, e chi riapre il proprio QR il giorno dell'evento non deve leggersi di nuovo una conferma.
Il programma si legge. La descrizione dell'evento passava di qui come un unico blocco di testo, coi ## e i trattini in chiaro: il programma ora per ora dell'Executive Rugby diventava un muro. Ora ha i suoi sottotitoli e i suoi elenchi, come sulla scheda pubblica. E su desktop la pagina non è più una colonna stretta al centro dello schermo: l'evento a sinistra, il modulo a destra che resta a portata mentre si legge. Sul telefono restano incolonnati.
4 settembre 2026
Il media partner, e il recapito che non era quello che sembrava
La fascia partner della home ha un quarto livello, «Media partner», tradotto anche in inglese e in ungherese (Media partners, Médiapartnerek). Serviva per Daily News Hungary, il primo media partner della federazione: non paga una quota e non è un'azienda associata — è una testata che dà visibilità alla rete — quindi compare fra i partner e non nell'elenco delle associate.
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E i recapiti in testata sono quelli della Direzione: telefono +36 30 768 8925 ed email direzione@confindustria.hu. La presidenza resta nel footer, in seconda riga.
4 settembre 2026
Il rinnovo degli organi, e i due collegi che erano uno solo
La pagina Governance ospita la composizione uscita dal Consiglio Generale del 1° settembre, e distingue due organi che prima mostrava insieme: il Collegio Sindacale (chi controlla) e la Revisione legale dei conti (chi certifica). Fino a ieri erano un solo gruppo, «Collegio dei Revisori», e il Revisore dei Conti compariva lì dentro come se fosse un sindaco: con la vecchia composizione la cosa passava, con quella nuova sarebbe stata visibile. I nomi dei gruppi sono tradotti anche in inglese e ungherese (Board of Statutory Auditors / Independent Auditor, Felügyelőbizottság / Könyvvizsgáló).
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Chi lascia un organo non sparisce dall'archivio: esce dal sito, ma la sua foto, la sua biografia e il suo LinkedIn restano, così un rientro non costringe a richiedergli tutto da capo.
3 settembre 2026
Anche il badge parla tre lingue
Chi si iscrive a un evento non trova più l'italiano un passo dopo l'altro: la pagina con i QR — quella che si apre appena inviato il modulo, e che è anche il biglietto da mostrare al varco — è nella sua lingua. Vale per la collezione (tutti i badge di una prenotazione, uno per persona) e per il singolo badge.
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Le due strade sono diverse e si comportano di conseguenza. Chi arriva dal modulo si porta dietro la lingua in cui stava compilando: l'abbiamo appena letta, non c'è niente da indovinare. Chi arriva dal QR stampato, magari il giorno dell'evento col telefono in mano, trova la lingua del proprio telefono — quel QR è stato generato prima e non contiene nessuna lingua — e in cima alla pagina ci sono i tre bottoni per cambiarla.
Corretto anche l'invito al questionario post-evento, che dal badge partiva sempre in italiano: le domande erano già tradotte, era il link a non dirlo.
Il PDF dei badge resta in italiano, ed è una scelta: quel foglio è disegnato in Helvetica, che non ha le vocali lunghe ungheresi — ő e ű stamperebbero un quadratino. Meglio un'etichetta italiana di un buco. Vale la pena saperlo anche per un altro motivo: un titolo d'evento in ungherese ha già oggi lo stesso problema su quel PDF.
3 settembre 2026
Il modulo d'iscrizione parla tre lingue
Chi si iscrive a un evento trova il modulo nella propria lingua: italiano, inglese o ungherese, comprese le caselle del consenso, l'impegno a versare la quota e gli avvisi quando qualcosa non torna. Era l'ultima pagina del portale rimasta in italiano, e si notava nel momento peggiore: l'Executive Rugby Leadership Experience del 24 settembre, con CCI France Hongrie e la British Chamber of Commerce in Hungary, si rivolge ad amministratori delegati stranieri — che inquadravano il QR e leggevano «Nome e cognome».
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Il link stampato non cambia. Quello sui biglietti col QR, nei post su LinkedIn e negli inviti già spediti continua a funzionare esattamente com'è: chi lo apre trova la lingua del proprio browser, e in cima al modulo ci sono tre bottoni per cambiarla. Chi arriva dalla pagina dell'evento sul portale si porta dietro la lingua in cui stava leggendo.
Due dettagli che riguardano la sostanza e non la veste. L'informativa sulla privacy linkata dalla casella del consenso si apre nella lingua del modulo: prima era sempre quella italiana, cioè si chiedeva a un inglese di dichiarare di aver letto un documento che non poteva leggere. E la data dell'evento si scrive come la scrive chi la legge — 24.09.2026 in italiano e inglese, 2026. 09. 24. in ungherese.
Resta in italiano quello che è testo dell'evento e non del modulo: la quota («250 € + IVA a persona» è una colonna sola: conviene scriverla in forma neutra dal gestionale) e le note di pagamento dove la traduzione ungherese non è stata compilata — lì ricompare l'italiano di proposito, perché una nota che riguarda i soldi non deve perdersi per strada.
3 settembre 2026
La scheda dell'evento cresce: tre lingue, un tetto ai posti, la quota dichiarata
Un evento ora si racconta per esteso e nelle tre lingue del portale. La descrizione accetta la stessa formattazione delle notizie — sottotitoli, elenchi, grassetto — quindi ci sta il programma completo, ora per ora, invece di tre righe di riassunto; titolo e descrizione hanno i campi inglese e ungherese, e dove restano vuoti compare l'italiano, come prima.
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Un evento può avere un tetto di posti: quando si riempie, il modulo d'iscrizione si chiude da solo e dice «posti esauriti» — prima i cinquanta posti di una sala li sorvegliava una persona guardando l'elenco. Una prenotazione più grande dei posti rimasti non passa, e nel dettaglio dell'evento si legge sempre «ventotto su cinquanta».
Un evento può infine dichiarare una quota di partecipazione: la si vede sulla pagina pubblica e dentro il modulo, insieme alle istruzioni di pagamento, e chi si iscrive deve spuntare l'impegno a versarla. Il pagamento non avviene sul sito — la piattaforma non incassa e non fattura, come sempre — ma chi ha dichiarato l'impegno resta scritto, nell'elenco degli iscritti e nel CSV. Vale anche per i soci che si iscrivono dall'area riservata.
In più, una cosa che mancava e che si notava solo quando serviva: un evento si può modificare. Fino a ieri si poteva soltanto creare, e per correggere una data sbagliata bisognava cancellarlo — portandosi via iscrizioni, accrediti e foto.
2 settembre 2026
Un evento dice come si svolge, e di chi è
Quando una Rappresentanza propone un evento le si chiedono due cose in più. «Di chi è l'evento» — lo organizzano loro, lo co-organizzano, è di terzi e ci partecipano, o ce lo segnalano soltanto: finora la proposta arrivava senza dirlo, e sul portale un evento altrui si pubblicava identico a uno della rete, perché l'assenza del badge è esattamente il segno di «questo lo facciamo noi». E «come si svolge» — in presenza, online o ibrido: prima un webinar non aveva un posto dove finire, e chi lo proponeva si trovava davanti tre caselle (Città, Paese, Sede) da lasciare vuote senza sapere se poteva. Sul sito compare solo l'eccezione: un evento online o ibrido porta la sua pastiglia, uno in sala no, perché la sede lo dice già. In console la direzione trova la risposta della federata in chiaro, accanto al menu del badge pubblico.
31 agosto 2026
Il sito usa lo schermo che ha davanti
Su un monitor grande il portale era una colonna stretta in mezzo a due bande vuote: la misura del contenuto passa da 1340 a 1560 pixel, e le schede delle associate e delle convenzioni diventano più grandi — non più numerose. È la differenza che conta: allargare per infilare una quinta scheda per riga sarebbe stato il contrario di dare respiro. Su un portatile da 1440 e su ogni schermo più piccolo non cambia assolutamente nulla: là il sito era già a tutta larghezza.
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E un difetto che si vedeva soltanto guardando. Sulla pagina Le associate la barra dei filtri per settore era larga 2056 pixel dentro un contenitore da 1340: 716 pixel nascosti, un terzo dei settori. Chi cercava «Tessile» o «Turismo» non li trovava e concludeva che non ci fossero associate di quel settore. Da desktop in su le pastiglie ora vanno a capo e si vedono tutte e quattordici; su telefono continuano a scorrere in una riga sola, che lì è la scelta giusta e resta.
31 agosto 2026
I marchi di partnership, e l'aquila che finalmente e' un tracciato
I quattordici marchi di partnership non sono piu' tondi. Erano un cerchio col nome dell'associazione su un arco: sotto i 20 mm quell'arco non si leggeva, cioe' proprio alla misura in cui l'azienda partner usa il marchio — firma email, footer del sito, slide. Adesso ci sono due formati: uno scudetto verticale, con la testa blu che porta l'aquila e «Confindustria Est Europa» scritto dritto, uguale su tutti, e la fascia col colore della tematica; e una targa orizzontale, per la firma email e i posti larghi, dove lo scudetto sta scomodo. Si legge a 26 mm.
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E l'aquila e' nitida a qualunque ingrandimento: fino a ieri era una fotografia.
31 agosto 2026
Sette bozze si pubblicano in un colpo solo
Nella lista delle News ogni riga ha una casella, e in testa alla tabella c'è quella che le seleziona tutte. Scelte le news, la barra sopra l'elenco applica l'azione a tutte insieme: pubblica, rendi bozza, metti in risalto, togli risalto, elimina. Il contatore dice quante ne hai prese e i pulsanti restano spenti finché non scegli qualcosa; l'eliminazione chiede conferma dicendo quante ne sta cancellando.
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Serviva perché un numero della newsletter porta sette notizie in una volta: fino a ieri erano sette schede da aprire, cambiare e salvare una per una. Dopo l'azione si torna alla lista com'era — stessi filtri, stesso ordinamento, stessa pagina — perché chi seleziona sette bozze e le pubblica vuole ritrovarsi lì, non all'inizio dell'archivio.
31 agosto 2026
Il sito usa lo schermo che ha davanti
Su un monitor grande il portale era una colonna stretta in mezzo a due bande vuote: la misura del contenuto passa da 1340 a 1560 pixel. La mappa delle Rappresentanze, le schede dei partner e le card delle notizie diventano più grandi — non più numerose, che sarebbe stato il contrario di dare respiro. Su un portatile da 1440 e su ogni schermo più piccolo non cambia assolutamente nulla: là il sito era già a tutta larghezza.
30 agosto 2026
La foto del posto, nelle convenzioni
Il partner può allegare una foto del posto dal modulo — una sala, la facciata, un piatto — e quella compare in vetrina sopra il nome. Nessuno sceglie un albergo da un logo: per ospitalità e ristorazione la foto non è un abbellimento, è l'informazione.
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E quando la foto non c'è, la card non si accorcia: l'area immagine resta, con un fondo sfumato nel colore della categoria e il logo (o le iniziali dell'insegna) in un riquadro bianco sopra. Una vetrina dove metà delle card hanno la foto e metà no andrebbe a macchie — peggio dell'uniformità di prima.
29 agosto 2026
Il partner scrive la sua convenzione, la direzione approva (29 agosto 2026)
Finora ogni convenzione nasceva da una mail dell'albergatore ricopiata a mano nel gestionale — e a monte, da una lettera scritta apposta per spiegargli perché gli conviene. Ora un solo link fa le due cose. Dalla scheda Convenzioni, «Invita un partner» chiede solo il nome e restituisce un link personale valido trenta giorni, da copiare in una mail. Chi lo apre trova una pagina che è insieme la proposta — chi è Confindustria Ungheria, dove comparirà la convenzione, quanto costa: niente — e il modulo per rispondere, nella sua lingua: un selettore IT/EN/HU cambia insieme le etichette e la lingua in cui scrive lui. Compila, allega il logo, invia: non finisce sul sito. Finisce in una coda — «Proposte dei partner», con un richiamo giallo in cima alla lista delle convenzioni appena c'è qualcosa da decidere — dove la direzione vede affiancati quel che ha scritto il partner e i tre campi che restano suoi (le altre due lingue, e se e dove mostrarlo). Approvando, la scheda si scrive, il logo va al posto vero, la convenzione si accende — ma non va in vetrina: comparire sul sito pubblico resta un gesto editoriale separato, della federazione, non un effetto automatico dell'approvazione. Se sbaglia una data o dimentica il consenso, l'errore lo ferma lì, prima che arrivi in coda — e adesso gli parla nella sua lingua, non in italiano a metà di una pagina ungherese, senza cancellare quello che aveva già scritto: ritrova insegna, categoria, sconto, condizioni, date, sito, contatto, note e la spunta del consenso esattamente come li aveva lasciati, e se aveva scelto un logo se lo vede segnalare da riselezionare invece che sparito nel nulla — è un limite del browser, non un dimenticare. Se scrive due volte, la seconda proposta sostituisce la prima.
28 agosto 2026
Il menu del portale dice anche cosa c'è dietro ogni voce
La barra passa da sette voci a cinque, e le tendine diventano pannelli larghi: sotto ogni link c'è una riga che spiega dove porta — «Eventi · Calendario degli incontri e iscrizioni» — invece di un elenco di parole sole. Nel pannello «Attualità» compare anche il prossimo evento in calendario, preso dal gestionale: chi apre il menu vede subito quando succede la prossima cosa, e ci arriva con un clic. Se non ci sono eventi futuri la card mostra l'ultima notizia; se non c'è nemmeno quella sparisce, invece di lasciare un riquadro vuoto.
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L'Osservatorio economico ora è in menu. Esisteva da mesi e non era raggiungibile da nessuna voce: ci si arrivava solo da un link dentro una pagina o sapendone l'indirizzo. Da oggi ha il suo posto in barra, insieme a Statuto e Codice etico, che prima non comparivano da nessuna parte.
Sul telefono il menu si apre come prima, ma i gruppi arrivano chiusi: la lista resta corta e si apre solo quello che si tocca, invece di srotolare tutto.
Le descrizioni si cambiano dal gestionale (Contenuti → Contenuti del sito → «Menu del sito»), nelle tre lingue, senza bisogno di un rilascio: le rese ungheresi sono una prima stesura e vanno riviste in redazione.
28 agosto 2026
Il pannello del menu si calma, la card mostra la foto dell'evento
Il pannello che si apre dalle voci del menu era affollato: ogni voce aveva un riquadro che si colorava al passaggio del mouse, e la card del prossimo evento era un rettangolo azzurro bordato che somigliava al campo di un modulo. Ora le voci sono pulite — al passaggio del mouse vira il solo titolo — e la card è l'unico elemento illustrato del pannello, con la copertina dell'evento in cima.
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Se l'evento non ha una copertina caricata la card non resta vuota: mostra un blocco nel blu della federazione, con lo stesso disegno delle testate di pagina. Sembra una copertina, non un buco — ed è il caso normale, non l'eccezione: oggi in calendario ci sono quattro appuntamenti futuri (la trasferta di novembre — Budapest, Bucarest, Sofia — e il Consiglio Generale di Varsavia) e nessuno dei quattro ha una foto. Caricandola dal gestionale, la card la usa da subito, senza rilascio.
27 agosto 2026
Convenzioni: il circuito sconti, e il QR della tessera che lo mostra
L'associazione può finalmente firmare convenzioni — sconti presso hotel, ristoranti, servizi, trasporti, formazione — e farle vedere ai soci senza mandare una mail a tutti ogni volta. Le si inserisce dal gestionale, alla voce Convenzioni, e da lì compaiono da sole in tre posti diversi, ciascuno con quello che serve a chi legge.
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Il pezzo che vale la trattativa col partner è il QR della tessera. Quando il socio lo mostra al bancone di un hotel convenzionato, il receptionist inquadra col telefono e vede una pagina in ungherese — con selettore italiano e inglese — che gli dice due cose: tessera valida o non valida, e quali sconti quel socio ha diritto di chiedere. Nessuna app da installare, per nessuno dei due. È la stessa pagina che si mostra al prossimo albergatore a cui si va a chiedere l'accordo: «guardi, il suo sconto compare così, e lei non deve fare niente».
Quella pagina non mostra più lo stato della quota. Prima c'era, perché la leggeva la segreteria; ora la legge un estraneo, e far sapere al portiere di un hotel che quell'azienda non ha pagato è un danno che l'associazione non ha mai deciso di infliggere. Al suo posto c'è un semaforo binario. Quanto ritardo sulla quota si tollera prima che la tessera smetta di valere lo decide la direzione: novanta giorni di default, si cambia senza toccare il codice.
Le altre due letture seguono la stessa regola — fuori l'insegna, dentro il libretto: sul sito pubblico compaiono soltanto il partner e la riga dello sconto, per un'azienda che sta valutando se associarsi; nell'area riservata il socio trova anche le condizioni per esteso, le esclusioni e a chi scrivere. Regalare le condizioni a chi socio non è toglierebbe una ragione di esserlo.
26 agosto 2026
La scheda del partner regge il Main Partner
La pagina che il portale dedica a un partner smette di essere una tabella di dati anagrafici e diventa il posto in cui la Federazione mostra cosa ha fatto per lui. Sei bande nuove, tutte facoltative: chi non le riempie non le mostra, e la scheda di un partner resta quella di prima.
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- Una testata fotografica: si sceglie una foto dalla Mediateca e la si mette sotto il nome del partner, al posto del fondo di marchio.
- I numeri: quattro riquadri con le cifre che contano — clienti, persone, presenza. Sono righe della scheda come le altre, con un tipo nuovo, «Numero».
- La carta dei Paesi in comune: una cartina che mostra dove la rete delle Rappresentanze e il partner si sovrappongono. Si genera da uno script e si sceglie dal gestionale.
- «Insieme nella rete»: gli eventi della rete a cui il partner ha davvero partecipato, con data, luogo e la fotografia dell'evento. Si collegano a mano, uno per uno, perché quella banda afferma che il partner c'era: non la compila nessun automatismo.
- La striscia delle pubblicazioni: le copertine della newsletter su cui compare il suo marchio, col numero di edizioni e l'anno del primo numero. Spenta per default.
- Tutto in due lingue: claim, descrizione, righe della scheda e testo della carta hanno il loro campo inglese, facoltativo. Vuoto, il sito inglese mostra l'italiano.
L'ordine della pagina non è casuale: prima si dice chi è il partner e dove lo si è portato, poi il dettaglio anagrafico. Il primo lettore di quella pagina è il partner stesso, e i suoi dati li conosce meglio di noi.
25 agosto 2026
L'Area rappresentanze diventa un cruscotto
L'area che le nove federazioni aprono con il loro link smette di essere un archivio di documenti e diventa il posto da cui fanno le tre cose che l'hub chiede loro. In testa alla pagina c'è «Cosa vi chiediamo adesso», e compare solo se c'è davvero qualcosa:
- l'assessment, quando la campagna è aperta, con la scadenza e lo stato scritto in chiaro («inviato il 12 ottobre, correggibile fino alla chiusura» — cosa che si poteva già fare e non lo sapeva nessuno);
- una notizia da segnalare per la newsletter della rete, quando succede, quante volte vogliono: non c'è più un appello mensile a cui rispondere entro una data;
- un proprio evento da proporre, che dopo una lettura della segreteria entra nel calendario e nella mappa della rete.
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Sotto ogni form c'è l'elenco di quello che hanno mandato, con lo stato. Serve a una cosa sola e concreta: chi manda qualcosa e non vede più niente pensa che non sia servito, e la seconda volta non manda.
E ora l'area ha due chiavi. Oltre al link, ogni federazione ha un'utenza propria: il nome utente lo assegna la segreteria, la password se la scelgono loro da dentro l'area — non ne mandiamo mai per email — e da lì entrano da /rete/login. Serve a un giorno preciso: i link scadono dopo sei mesi, la password no.
In console arriva Segnalazioni, con la coda filtrabile per federazione, stato e mese; da ogni segnalazione nasce con un clic una bozza di news già compilata (bozza, mai pubblicata: categoria e taglio restano decisioni di redazione). E una vista «chi non ha mandato niente» che per ogni federazione dice quante ne ha mandate questo mese, quando è entrata l'ultima volta, se si è fatta le credenziali e quando le scade il link — col testo del sollecito già pronto in italiano e in inglese, col suo link dentro, da copiare e incollare.
Il giro mensile dei contributi resta in piedi per ora: si ritira con un aggiornamento suo, dopo il cutover del portale.
25 agosto 2026
L'archivio news si naviga per categoria
In cima alla pagina News del sito compaiono le pastiglie delle categorie: si clicca «Eventi» e restano gli eventi, si clicca «Istituzionale» e restano le nomine e le assemblee. Prima l'archivio era un elenco unico di 79 articoli in ordine di data, e chi cercava il Business Forum di Belgrado doveva scorrere fino a trovarlo.
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C'è una categoria nuova, «Eventi»: forum, roadshow, webinar, conferenze, assemblee delle associate. Sono 45 articoli su 79 — metà dell'archivio — e nell'elenco di prima non avevano una casa loro.
Tutti gli articoli dell'archivio sono stati classificati: 45 Eventi, 23 Istituzionale, 4 Approfondimento, 4 Comunicato, e uno a testa per Rapporto economico, Focus Europa e Rassegna. La categoria resta modificabile dalla scheda del singolo articolo: quella assegnata è una proposta di partenza, non una decisione chiusa.
11 agosto 2026
Eventi della rete
Il calendario del portale smette di essere solo quello dell'hub e diventa quello della rete. Un evento può ora dichiarare chi lo organizza — anche una federata o un terzo — e che ruolo abbiamo noi: co-organizzatori, con il patrocinio, con la nostra partecipazione, o semplicemente segnalato. Sul sito ogni evento porta quel ruolo scritto accanto al nome dell'organizzatore, e chi non porta niente è un evento nostro.
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Gli eventi si vedono su una mappa in testa alla pagina, con le pastiglie per filtrare per Paese: è la rete che si muove, non un elenco. Le coordinate si prendono cliccando il punto sulla mappa, non copiandole a mano.
La pubblicazione diventa una decisione. Finora un evento usciva sul sito per il solo fatto di avere una data futura; adesso ha uno stato, e la direzione decide. C'è una coda «Proposte» nella lista eventi, con due bottoni — pubblica o respingi — e un promemoria in dashboard che dice quante aspettano. Le proposte respinte non si cancellano: restano, perché nessuno riproponga la settimana dopo un evento già valutato.
E finalmente un evento si può correggere: prima si creava e non si toccava più. Chi sbaglia un campo ritrova la pagina con quello che aveva scritto, non una schermata d'errore.
Questo prepara il passo successivo, previsto dopo l'annuncio del portale: le federate che propongono i propri eventi da sole, con un modulo nella loro Area rappresentanze.
10 agosto 2026
Dopo un evento si può chiedere ai partecipanti com'è andata, senza mandare niente a nessuno
Nella scheda dell'evento c'è un interruttore, Questionario post-evento. Da acceso, chi ha partecipato lo trova inquadrando il QR del proprio badge — lo stesso che è servito per entrare. Nessuna email da spedire, nessuna password: la porta ce l'hanno già in tasca.
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Si chiede a chi è entrato davvero. È la differenza fra questo e un modulo qualsiasi: lo scanner d'ingresso registra chi passa, quindi il questionario arriva ai presenti e non agli iscritti — e i no-show sono proprio quelli che falsano il giudizio. Anche il tasso di risposta è calcolato sui presenti: «9 risposte, il 45% di chi è entrato».
Le domande sono due mestieri in uno. Tre giudizi per la segreteria — nel complesso, i contenuti, la durata — e la domanda che serve al Consiglio e al prossimo programma: quali temi volete il prossimo anno, e volete essere messi in contatto con altre associate. La pagina dei risultati mette i temi in classifica: dice cosa chiede chi c'era, non cosa immaginiamo che chieda.
Chi chiede di essere ricontattato esce con nome e cognome, in un elenco a parte: sono le persone da richiamare, e l'hanno chiesto loro. I voti si leggono solo in aggregato e i commenti liberi si mostrano senza nome. Il questionario lo dichiara a chi risponde, in tutte e tre le lingue.
Il modulo è in italiano, inglese e ungherese.
10 agosto 2026
Un socio può aggiornare da sé la propria scheda, e nulla va online prima che voi lo approviate
Chi entra nell'Area Soci trova «Aggiorna i miei dati»: descrizione, settore, città, contatti, logo. Quello che scrive non compare sul sito: arriva in una pagina nuova, Soci → Modifiche proposte, dove si vede il confronto campo per campo — cosa c'è adesso, cosa propone — e si approva o si respinge con un bottone.
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Vale anche per il link che mandate via email: è lo stesso modulo e la stessa coda. Il link resta utile a chi non ha ancora una password; chi ce l'ha non deve più farsene mandare uno per correggere un numero di telefono.
⚠️ Questa è una correzione, non solo una funzione nuova. Il modulo diceva al socio «le modifiche saranno riviste dalla segreteria prima della pubblicazione» e invece scriveva subito: il testo nuovo era sulla vetrina pubblica un istante dopo il salvataggio, e la revisione arrivava dopo. Ora la frase è vera.
La password fa eccezione, di proposito: si applica subito. È la chiave di casa del socio, non un dato della scheda — metterla in fila per un'approvazione lo lascerebbe fuori dalla porta fino al passaggio in segreteria.
Il menu si accorcia e si mette in ordine. «Comunità d'affari» era una voce che scaricava un PDF: cliccavi e la pagina restava dov'era. Ora tutto quello che l'Associazione produce sta nello Studio, in tre gruppi: i materiali social, i documenti da stampare e i rimandi al resto.
Fra i documenti c'è una cosa che esisteva già da mesi e non si trovava: l'Analisi del network, il PDF con copertina, numeri chiave, imprese per settore, presenza sul territorio, pipeline ed elenco associati, in tre lingue. Era sepolto in una pagina che dalla sidebar era pure sparita. È il documento da portare in Consiglio.
L'Osservatorio diventa la quarta scheda di «Contenuti del sito»: sono gli indicatori del riquadro in home, non un mondo a sé.
Il tasto «Esci» smette di nascondersi. Il menu si allungava insieme alla pagina, e su una pagina lunga l'uscita finiva a mille pixel dal fondo: invisibile a chi non sapeva già che c'era. Lo pagavano soprattutto i soci, che hanno una voce sola di menu e una pagina lunghissima. Ora resta sempre sotto le voci, senza scorrere niente.
9 agosto 2026
La pagina «Le associate» mostra finalmente i loghi
Erano francobolli da 56×42 px in fondo a una colonna di 47 righe: il segno con cui un'impresa si fa riconoscere era più piccolo del suo nome scritto. Ora la pagina si apre su una griglia di schede con il logo grande al centro, il nome, il settore e la città. La mappa non sparisce: sta dietro un selettore Griglia / Mappa, si ricorda l'ultima scelta, e l'indirizzo …/soci#mappa la apre direttamente — comodo da mandare a qualcuno.
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Chi il logo non l'ha ancora mandato non sembra più un errore. Al suo posto c'è una tessera con le iniziali nei colori dell'associazione: un segnaposto dichiarato, non un buco. (Oggi sono 22 associate su 47: la pagina è anche un buon argomento per chiederglielo.)
La ricerca cerca dove uno guarda. Prima leggeva solo il nome: chi scriveva «Budapest» o «logistica» otteneva la schermata vuota pur avendo scritto una parola che sulla pagina c'era. Ora guarda nome, settore e città. Quando un filtro è acceso compare «Azzera i filtri», e la schermata vuota dice come uscirne invece di limitarsi a constatare.
Ricerca e filtri restano a portata di mano. La barra si appiccica sotto l'intestazione: a metà elenco si cambia settore senza risalire in cima. Su telefono torna nel flusso, che lì mangerebbe mezzo schermo.
Il colore dei settori vuol dire la stessa cosa dappertutto: il pallino sul chip, il segmento della barra di composizione, il pallino sulla scheda e il puntino sulla mappa sono lo stesso colore per lo stesso settore. La vista mappa dichiara anche quante associate hanno davvero una sede sulla mappa — oggi 21 su 47 — invece di lasciar contare i puntini.
Dalla scheda si va al sito dell'azienda con un clic, senza aprire prima la finestra di dettaglio.
8 agosto 2026
Il Kit di comunicazione di un evento
Dalla scheda dell'evento, un bottone apre una pagina che raduna tutto quello che serve per annunciarlo: i banner nei due formati con l'anteprima — che si aprono nel banco dello Studio per essere rifiniti — la locandina A4, l'invito per il calendario, la pagina d'iscrizione, e il testo del post già scritto, in italiano, inglese e ungherese, dentro un riquadro da copiare.
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Prima quei pezzi stavano su tre pagine diverse, e il testo non stava da nessuna parte: era la parte che costava più tempo di tutte.
Il testo non inventa niente. Si compone dai dati dell'evento e da nient'altro — nessun aggettivo che nessuno ha scritto. Le righe di cui manca il dato spariscono invece di restare vuote, e il link diventa «Iscrizioni» solo se sono davvero aperte: altrimenti dice «Informazioni». È un punto di partenza da rileggere, non un comunicato finito, e la pagina lo dice.
Un avviso che sta nella pagina: in archivio l'evento ha una sola versione di titolo e descrizione. Nelle altre lingue si traducono le etichette e la data — il resto va tradotto a mano, ed è scritto lì perché non capiti di pubblicare un post «inglese» pieno d'italiano.
Nella scheda evento i due bottoni dei banner diventano uno: il Kit li contiene entrambi.
8 agosto 2026
La fascia dei partner, sul banner di un evento, dice ora il livello
I loghi si raggruppano sotto la loro dicitura — Strategic Partner, Partner, Official Legal Partner — e la grandezza segue il livello: chi ha la formula più alta compare più grande, ed è scritto, non lasciato intuire.
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E la fascia si governa. Un elenco a spunte permette di togliere un partner che con quell'evento non c'entra, di aggiungere un socio che ne è sponsor occasionale, e di mettere loghi che soci non sono — un'ambasciata, un co-organizzatore — sotto una dicitura che si scrive di volta in volta.
Il numero non è più un numero e basta. Sotto la cifra compaiono la freccia e il confronto col rilevamento precedente: «da +0,9% di marzo 2026». Il periodo è scritto per esteso di proposito: la fonte salta dei mesi, e «rispetto al mese scorso» sarebbe spesso falso.
L'immagine della notizia è diventata una scelta. Prima la copertina della news finiva sul banner da sola; ora è una spunta, spenta salvo richiesta, e compare solo se una copertina esiste davvero.
La scheda «Benvenuto» nell'indice mostra finalmente la tessera col marchio dell'associata, che è la cosa che quel modello sa fare.
8 agosto 2026
Il materiale per i social si fa dentro ConfDesk
C'è una voce nuova nel menu, Studio, e da lì nascono quattro immagini: una notizia (da un comunicato o scritta da zero), un numero (dagli indicatori dell'Osservatorio), il benvenuto a un nuovo socio, il banner di un evento.
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Ognuna parte da un dato che l'Associazione ha già — si sceglie la notizia, l'indicatore, il socio, l'evento — e ogni campo resta modificabile: se la notizia non è in archivio, si scrive il titolo a mano e si produce lo stesso.
Si vede prima di scaricare. L'immagine compare accanto ai comandi e si aggiorna mezzo secondo dopo l'ultimo tasto. Non è un'approssimazione: è esattamente il file che si scarica. Fino a ieri i generatori erano link che scaricavano un file al buio, e li si apriva per scoprire se andava.
Da ogni modello escono tre cose: il PNG per LinkedIn e Instagram, l'SVG per riaprirlo in Illustrator o Figma col testo ancora testo se si vuole rifinire, e la copia negli appunti.
I generatori che già esistevano non si sono spostati, ma ora si raggiungono dallo Studio: muro delle associate, locandina A4, sfondo per le videocall, biglietto da visita, catalogo, tessera. Erano sparsi su sei pagine, e uno strumento che nessuno sa che esiste, non esiste.
Un cambio da conoscere: i due bottoni «Banner LinkedIn» e «Banner Instagram» nella scheda evento portano ora al banco dello Studio invece di scaricare direttamente. Il banner esce migliore — i loghi dei partner non sono più tutti alla stessa altezza, quindi nessun marchio grida e nessuno sussurra — e si guarda prima di scaricarlo.
Sotto, una cosa che non si vede ma pesa sulla vendita: il blu dell'Associazione era scritto a mano dentro sette generatori. Un'istanza nuova cambiava brand.json, il sito cambiava colore, e banner, locandine, tessere e catalogo continuavano a uscire col blu ungherese. Ora la palette ha una fonte sola e la ribrandizzazione è davvero completa.
5 agosto 2026
La domanda di adesione chiede anche la dimensione dell'impresa
Due tendine in fondo al modulo pubblico — dipendenti e fatturato annuo — obbligatorie. Sono i due dati con cui lo Statuto determina la fascia di quota: senza, il Consiglio delibera l'ingresso di un'azienda senza sapere quanto dovrà versare, e la segreteria deve rincorrere il dato prima di poter emettere la quota. Al richiedente non si mostra nessun importo: il listino resta interno, e il Consiglio può assegnare una fascia diversa senza smentire un numero che l'altro ha già letto.
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Di conseguenza la domanda di adesione in PDF — quella che si porta in Consiglio e si fa firmare — riporta ora i due dati dichiarati e, nel riquadro riservato al Consiglio, la fascia che ne discende, con accanto due righe vuote: fascia deliberata e quota annua. La proposta è un calcolo, la delibera resta una decisione.
Quando il Consiglio accoglie, il modulo di benvenuto è già pronto. Fino a ieri, dopo l'approvazione, qualcuno doveva ricordarsi di tornare sulla scheda del socio, generare il link al modulo profilo e scrivere l'email a mano. Ora il link nasce da solo nel momento in cui lo stato passa a socio o partner, e c'è una pagina — Soci → Benvenuto — che per ogni nuovo associato mostra il link personale e la lettera già scritta, pronta da copiare.
Il modulo di benvenuto resta facoltativo: serve alla vetrina — descrizione, settore, logo, contatti da pubblicare, e la password dell'Area Soci — non all'adesione. Un socio che non lo compila resta socio a tutti gli effetti, compare solo più spoglio negli strumenti dell'Associazione.
Il giro su tutte le associate. La stessa pagina serve anche a ripopolare l'anagrafica da capo: un bottone prepara in una volta i link per tutti gli associati che non hanno mai compilato la scheda (validità 30, 60 o 90 giorni — per duecento lettere in un colpo solo trenta giorni sono pochi), e un CSV con ragione sociale, referente, email e link permette di spedirle con un mail merge invece che una a una. Chi non ha un link valido esce dal CSV con la casella vuota, non con un indirizzo rotto.
Come per i solleciti, ConfDesk non spedisce niente: prepara testo e link, la segreteria manda dalla propria casella — e la copia resta nella sua posta inviata, che è dove la si va a cercare il giorno in cui un socio dice «non mi è mai arrivato nulla». Il bottone «Benvenuto inviato» annota, non esegue.
Infine, nella lista soci compare una spia nuova: profilo mai compilato, col numero di associati che non hanno mai risposto. È il conto di quanto è spoglia l'anagrafica, ed è il punto da cui si riparte per il giro successivo.
5 agosto 2026
Lo sfondo per le videochiamate
In Governance ogni membro ha due collegamenti, «blu» e «chiaro», che scaricano uno sfondo 1920×1080 pronto per Teams o Zoom: a sinistra il marchio, al centro il vuoto — è lì che sta la persona inquadrata — a destra il nome con la carica in alto e i partner in basso, nell'ordine del tier. C'è anche la versione istituzionale, senza nome. I margini sono larghi di proposito: quando la finestra della videochiamata non è 16:9, Teams e Zoom tagliano i bordi, e il primo a sparire sarebbe il marchio.
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Le foto delle news non perdono più la testa. Nella scheda di ogni news c'è un campo nuovo, «Posizione dell'immagine di copertina», con tre scelte: Alto (per foto verticali o ritratti), Centro (il comportamento di sempre) e Basso. Serve perché le copertine vengono ritagliate dentro riquadri di forma diversa a seconda della pagina, e un ritaglio centrato taglia il volto quando il soggetto non sta esattamente a metà foto. Si sceglie una volta per news e vale ovunque quella copertina compare: home, elenco News, pagina dell'articolo con le correlate, Osservatorio. Chi non tocca il campo non nota nulla.
2 agosto 2026
Il muro delle nuove associate
Ogni anno le associazioni pubblicano l'immagine delle aziende entrate nell'anno: una griglia di loghi, di solito rifatta a mano. Ora ConfDesk la genera dai dati che ha già. In Soci → «Muro nuove associate» si sceglie l'anno, l'app propone i soci che hanno firmato in quell'anno — già spuntati — e mostra l'anteprima mentre si toglie o si aggiunge qualcuno. Si scarica pronta per LinkedIn o per Instagram.
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Chi non ha ancora un logo in archivio non resta fuori: entra con una tessera che porta il nome dell'azienda, composto nella tipografia dell'associazione. Sopra l'anteprima l'app dice quali sono, con il collegamento alla loro scheda, così si può caricare il logo e rigenerare.
La data di firma si corregge. Fino a ieri quella data si scriveva da sola, la prima volta che un socio passava di stato, e non era modificabile da nessuna parte: un'azienda associata da anni, a cui si fosse cambiato lo stato di recente, risultava «nuova» e non c'era modo di rimediare. Ora la data si scrive nella scheda del socio. Lasciandola vuota il socio finisce nell'elenco da spuntare a mano, invece di sparire.